Cinquanta alberi devono essere tagliati

30 Agosto 2016

Via Ricci, le Sophore hanno i tronchi “cariati” e possono crollare. Il Comune: «Le abbatteremo». Ma i soldi non ci sono

CHIETI. Sono cinquanta alberi che rischiano di crollare sulle auto in transito o in sosta. Il Comune ha deciso di tagliarli tutti ma non ha i soldi per farlo.

La notizia si riassume così ma vale la pena approfondirla perché sarà il taglio di alberi più massiccio che Chieti ricordi. Accade in via Ricci, nel tratto che va dall’istituto tecnico Galiani fino all’incrocio con viale Europa, via XXIV Maggio e la villa Comunale. Sul lato destro, per chi scende lungo la via alberata, ci sono cinquanta Sephore, un tipo di pianta che assomiglia molto alle acacie. Ma i tronchi di questi alberi sono tutti cariati. Svuotati, divorati da un fungo. Il legno sa di marcio, si stacca con le dita.

«La carie del legno è una necrosi o patologia vegetale che causa la graduale e progressiva degradazione dei tessuti legnosi delle piante – si legge su Wikipedia –. La carie, una volta insidiata nel legno, può comprometterne le caratteristiche morfologiche, fisiche e meccaniche.

La carie del legno è classificata tra le malattie ipnochereutiche poiché provoca un'alterazione della consistenza dei tessuti legnosi in seguito all'aggresione enzimatica messa in atto dai funghi nei confronti dei costituenti della parete cellulare.

La patologia è provocata da agenti causali, quali appunto funghi per la maggior parte appartenenti alla divisione dei Basidiomycota, detti anche Basidiomiceti, in minor parte appartenenti agli Ascomycota. Tali funghi vengono chiamati funghi lignivori o xilovori poiché attaccano prevalentemente cellulosa e lignina, per trarne nutrimento ed energia per la loro crescita e riproduzione. I principali funghi agenti di carie appartengono ai generi Fomes, Ganoderma, Phellinus, Polyporus e Stereum». Fin qui le infomazioni trovate sul web, ma torniamo in via Ricci.

Un funzionario del Comune, interpellato ieri pomeriggio, ha spiegato chiaramente la situazione confermando la notizia che queste cinquanta piante saranno tagliate, così come saranno eliminate le acacie sopravvissute sul lato destro di via della Liberazione, per chi scende da piazza della Trinità, prima dell’incrocio con via XXIV Maggio.

Anche questi alberi hanno i tronchi cariati. Saranno sostituiti con altre piante? Il funzionario comunale esclude che si possa fare per le cinquanta Sephore di via Ricci. A impedirlo sono le condizioni precarie del marciapiede che è praticamente sospeso nel vuoto oltre che inclinato in più punti tanto da costringere i vigili urbani a transennare l’intero tratto di strada per impedire la sosta selvaggia. Le auto parcheggiate su quel marciapiede oltre ad essere in pericolo per via degli alberi che possono cadere, appesantiscono lo stesso marciapiede con il rischio di farlo crollare. Ma quando avverrà il taglio delle Sephore cariate?

La risposta che arriva sempre dal Comune è lapidaria: «Dovremmo farlo subito ma non ci sono i soldi».