Cinque alberi tagliati, è polemica

8 Dicembre 2020

Gli ambientalisti al sindaco: le piante sul marciapiede non intralciavano i disabili

VASTO. «Una carrozzina per disabili sarebbe transitata agevolmente sul marciapiede anche se gli alberi non fossero stati estirpati e questi, comunque, non avrebbero affatto interferito con gli scivoli di accesso». Il Comitato cittadino per la tutela del verde replica così al sindaco Francesco Menna che ha giustificato l’abbattimento di cinque tigli in viale Giulio Cesare – arteria cittadina molto trafficata – per consentire il passaggio dei diversamente abili. Gli alberi sono stati rimossi nelle adiacenze di una attività commerciale e poco distante l’insegna di una farmacia. «Il sindaco non ha risposto alle nostre richieste e a quelle di tanti cittadini che si sono interrogati sull’accaduto», rimarca Gianlorenzo Molino, referente del sodalizio, «è evidente che gli alberi non avrebbero interferito con gli scivoli d’accesso. Quindi, a meno che non ci siano altre motivazioni di carattere tecnico o normativo, quelle addotte non ci soddisfano affatto. Ricordiamo, inoltre, che nel progetto di rifacimento dei due marciapiedi interessati non risulta che fosse prevista la rimozione degli alberi. Ma questa decisione, forse, può essere presa anche in corso d’opera, sicuramente motivandola. Desta comunque sconcerto e meraviglia constatare che, soltanto dopo pochi giorni dall’approvazione del regolamento del verde pubblico e privato da parte del consiglio comunale vengano estirpati, a Vasto, ben cinque tigli in ottimo stato di salute, in una delle strade più trafficate, che sicuramente è resa più gradevole sul piano climatico ed estetico proprio dall’esistenza degli alberi». Sul taglio dei cinque tigli erano insorti anche sette consiglieri di minoranza, i cui commenti hanno suscitato l’immediata reazione del sindaco Menna e dell’assessore all’ambiente Paola Cianci. «Il centrodestra risponde nuovamente al richiamo dell’ambientalismo, come sempre strumentalmente», affermano Menna e Cianci, «il linguaggio è ancora una volta quello disperato alla ricerca di un consenso sperato e mai trovato. Un’amministrazione che agisce in modo pragmatico come la nostra inevitabilmente si trova di fronte a scelte che comportano mediazioni tra interessi legittimi».