Cinque anni per chiedere indietro i soldi

27 Settembre 2017

La sentenza del tribunale di Chieti che ha bocciato l’iscrizione d’ufficio degli avvocati alla gestione separata dell’Inps e la contestuale operazione di recupero dei contributi non versati, fissa...

La sentenza del tribunale di Chieti che ha bocciato l’iscrizione d’ufficio degli avvocati alla gestione separata dell’Inps e la contestuale operazione di recupero dei contributi non versati, fissa anche i paletti della prescrizione. L’Inps, dice la sentenza, può richiedere soldi indietro entro 5 anni. Solo in casi specifici, si può arrivare fino a 10 anni. Il termine di 10 anni vale «per le contribuzioni di pertinenza del Fondo pensioni lavoratori dipendenti e delle altre gestioni pensionistiche obbligatorie, compreso il contributo di solidarietà previsto dall’articolo 9-bis, comma 2, del decreto-legge 29 marzo
1991, numero 103, convertito, con modificazioni, dalla legge 1º giugno 1991, numero 166, ed
esclusa ogni aliquota di contribuzione aggiuntiva non devoluta alle gestioni
pensionistiche. A decorrere dal 1º gennaio 1996 tale termine è ridotto a 5 anni salvi i casi di denuncia del lavoratore o dei suoi superstiti».