Circondato da venti cinghiali mentre scatta foto nella riserva
VASTO. Circondato da un branco di cinghiali mentre scattava foto a Punta Aderci. Brutta avventura per un fotoamatore vastese. L’uomo è riuscito a raggiungere la sua auto e a mettersi in salvo. Un suo...
VASTO. Circondato da un branco di cinghiali mentre scattava foto a Punta Aderci. Brutta avventura per un fotoamatore vastese. L’uomo è riuscito a raggiungere la sua auto e a mettersi in salvo. Un suo amico in moto è invece caduto durante la fuga. La moglie del fotografo lancia un appello: «Non è giusto rischiare la vita mentre si ammira un panorama». In realtà solo qualche giorno fa i selecontrollori e la polizia provinciale hanno abbattuto decine di ungulati. «Hanno fatto un ottimo lavoro per fronteggiare l’emergenza cinghiali a Vasto. Devo ringraziarli», ha detto il sindaco di Vasto, Francesco Menna. Il gruppo di sei volontari, appositamente abilitato, coordinato dal comandante Antonio Miri della polizia provinciale, guidato da Nicola Carbone, ha abbattuto in tre mesi, solo a Vasto, 60 cinghiali. Gli ungulati però sono ormai tantissimi. I cinghiali rappresentano una minaccia per le colture agricole e sono responsabili anche di incidenti stradali o pericolosi incontri ravvicinati. Proprio come è capitato al marito di C.M.F., puericultrice di Vasto. «Mio marito», racconta al Centro la donna, «è andato a Punta Aderci per scattare delle foto. È appassionato di fotografia. Tornando verso la macchina che aveva lasciato nel parcheggio della riserva si è trovato davanti una ventina di cinghiali: diversi adulti con i loro cuccioli. Lui si è fermato. Anche loro si sono fermati e lo fissavano. Piano piano mio marito è riuscito ad arrivare alla macchina ed è tornato a casa. Mi chiedo perché non viene organizzata la caccia di questi animali in luoghi come la riserva dove ci sono tante persone indifese e bambini», scrive C.M.F.. (p.c.)

