Città europea dello sport, è scontro aperto

La giunta: le critiche della minoranza un’offesa per tutti. Ma l’intergruppo insiste sulle spese inutili
CHIETI. «Figuraccia europea della minoranza»: così il sindaco Diego Ferrara e l’assessore allo Sport Manuel Pantalone bollano le contestazioni della minoranza, e in particolare del cosiddetto “intergruppo”, alla candidatura di Chieti a Città europea dello sport 2025. «Si tratta di un riconoscimento a città che si contraddistinguono con dei progetti che seguono i principi etici dello sport», ribadiscono Ferrara e Pantalone, «ci preme chiedere scusa alla città, alla comunità che pratica sport e a tutte quante le associazioni di questa dimensione, pesantemente offese dalle critiche espresse a mezzo stampa da parte di alcuni gruppi di minoranza. Senza conoscere storia del premio, procedure e norme, ci si accusa di voler “comprare” un riconoscimento che dal 2007 è contrassegno di buone pratiche amministrative ed etica e che, ad oggi, peraltro non è stato ancora deciso, e comunque viene assegnato da una commissione severa e rigorosa, che si riunirà nei mesi a venire. Un premio, fondato da Aces Europe», ricordano sindaco e assessore, «un’associazione no profit con sede a Bruxelles e per di più operante in partnership con l’Unesco: se già queste sigle non dovessero essere considerate una garanzia, evidentemente per la fretta di apparire e la grande ansia di remare contro la città a prescindere, ci auguriamo che almeno i partner che accompagnano la storia del riconoscimento possano rappresentare una risposta ulteriore».
Dal canto loro i consiglieri di minoranza non tornano indietro sulla polemica: «A non conoscere storia, procedure e norme del premio “Città europea dello sport” rilasciato da Aces Europe sono sindaco e assessore», rinfocolano Giampiero Riccardo (Chieti viva), Bruno Di Iorio (Lista Di Iorio sindaco), Maurizio Costa (Forza Chieti), Serena Pompilio (Azione politica) e Mario De Lio (Udc), «grave che la giunta abbia approvato una delibera, non ancora pubblicata, senza conoscere il contenuto dell’accordo che sarà sottoscritto con Aces Europe: a differenza di quanto sindaco e assessore erroneamente continuano ad affermare, Aces Europe non è un organismo politico né un’istituzione europea o nazionale, ma un’associazione privata proprietaria del marchio del premio. Sindaco e assessore dinanzi alle nostre legittime critiche sulla base dei fatti, dovrebbero informarsi sul merito e nello specifico studiare il regolamento generale di Aces Europe che contiene la normativa applicabile al processo di selezione del riconoscimento: si evince chiaramente che il Comune dovrà versare 2.350 euro al momento della candidatura, 7.000 euro al conferimento del premio come tassa d’iscrizione e 500 euro annualmente per utilizzare l’etichetta “Città Europea dello sport” negli anni successivi».
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