Civitarese via dal Cda Al suo posto un teatino

Ateneo targato Pescara: Di Primio e il forzista Febbo danno l’ultimatum al rettore Di Ilio deve privarsi dell’assessore di Alessandrini per fare pace con Chieti
CHIETI. Fuori Stefano Civitarese, dentro un teatino. Solo rinunciando all’assessore della giunta Alessandrini il rettore può sperare di fare pace con Chieti. Il Cda dell’Università targato Pescara ha i giorni contati. Lo si intuisce dal tono, da poesia di Cardarelli, della nota stampa del Comune che dice: «Il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, questa mattina ha avuto un incontro con il Rettore dell’Università d'Annunzio, Carmine Di Ilio, i cui toni sono stati cordiali e improntati al rispetto che ha sempre contraddistinto i rapporti fra le due cariche istituzionali...». Un volemose bene che culmina con questa frase: «... il Rettore ha evidenziato che tra i nominativi proposti alla sua attenzione dal senato accademico vi fosse un solo candidato in rappresentanza della città di Chieti». Sarà vero? Candidati come Angelo De Cesare, il figlio Paolo o la paladina dei diritti Simmy Petaccia, sono di Canicattì? Poi il sindaco sfodera la sua sedicente teatinità «ribadendo con fermezza come la scelta fatta non abbia tenuto nella dovuta considerazione l’importanza, per l’Università e quindi per il suo organo di governo, della città di Chieti e del suo territorio». E si ricorda, ahi noi, delle quote rosa «evidenziando la violazione della norma che prevede all'interno dei consigli di amministrazione, ovvero negli organi collegiali, del rispetto della parità di genere». Chiude, Di Primio, annunciando (quindi siamo nella fase degli annunci) «l'invio di una nota con la quale chiederà l'annullamento in autotutela del decreto di nomina del CdA e la richiesta di apertura di un nuovo avviso».
Ma il rettore ha da approvare il bilancio consuntivo del 2015, fermo al palo da giugno.
Il Cda targato Pe, quello appena scelto, gli serve come un farmaco salvavita. Può permettersi di riaprire i termini? No, ma deve farlo, altrimenti i grossi appalti che legano l’Ateneo a Chieti (leggi Caserma Bucciante e studentato nell’ex Pierantoni) di cui ieri s’è parlato, finiranno a carte quarantotto.
Anche il forzista Mauro Febbo ha incontrato ieri Di Ilio. Un incontro fotocopia, sulla striscia di Gaza, in cui Febbo ha però raddoppiato le richieste affermando come sia inopportuna «da un punto di vista etico, la presenza, all'interno dell’attuale Cda non solo di un assessore del Comune di Pescara ma anche del presidente dell'Adsu (Tonio Di Battista, ndr), chiedendo ad entrambi un passo indietro». Ed ha rispedito al Magnifico mittente la soluzione-contentino di nominare «un delegato che si occupi dei progetti e delle attività che vedono coinvolte capoluogo teatino e Università per dare piena rappresentanza a Chieti». Così Di Ilio si ritrova tra l’incudine della politica e il martello del bilancio da approvare. Ha già scelto.(l.c.)

