Civitella imbrattata con decine di scritte

Arbace: «Subito una gara d’appalto per la riqualificazione»
CHIETI. Il parco archeologico de La Civitella continua ad essere oltraggiato. Uno dei principali fiori all'occhiello della città, in cui a regnare indisturbati sono il degrado e il completo abbandono. Anche se «tra circa una settimana dovrebbe partire la gara d'appalto per i lavori di riqualificazione» svela Lucia Arbace, direttrice del Polo museale D'Abruzzo. Intanto non si contano più le scritte apparse sui muri esterni che costeggiano i cortili e gli spiazzali della struttura. Pochi giorni fa è apparsa pure un'imprecazione, scritta questa volta al centro dell'arena dell'anfiteatro romano: una bestemmia a caratteri cubitali attraverso dei solchi di sabbia che sono andati a formare le lettere. Ora è stato tutto cancellato. Ma sembra che oramai vedere imbrattato e abbandonato un sito archeologico di immenso valore sia diventata un'abitudine. E' da tempo, infatti, che le condizioni in cui verte il sito peggiorano, benché siano stati diversi i momenti in cui si è cercato di reagire. Anche questa volta la città non ci sta e sono ancora tante le segnalazioni da parte dei cittadini sulle condizioni in cui continua a sprofondare quel sito, dove tra l’altro vengono abbandonati costantemente pure immondizia e rifiuti. Certo è che senza controlli, senza custodi e senza manutenzione la situazione è continuata a peggiorare nel corso degli anni.
LA CITTA' NON CI STA. Tanti gli interventi per cercare di salvare il salvabile. Gli attivisti di CasaPound, per esempio, lo scorso giugno si misero a lavoro per cancellare le scritte dai muri della Civitella. Anche studenti, associazioni e semplici cittadini si rimboccarono le maniche e iniziarono a ripulire il luogo da sporcizia, erbacce e rifiuti abbandonati. Anche perché prima di queste opere partite dal basso, il parco archeologico era diventato una giungla. Ci fu una vera e propria cordata di oltre 20 associazioni cittadine che si mobilitò, sotto il coordinamento della Camera di commercio, per una pulizia "fai da te". In estate, poi, vi furono anche altri interventi in occasione della riapertura, per una notte, de Lo Stellario.
LA SOPRINTENDENZA. «Sono stati impiantati nuovi cancelli» dice la Arbace, «bisogna intervenire su delle infiltrazioni d'acqua sorte all'interno del museo, oltre che riqualificare un'area archeologica di pubblica utilità». E per quanto riguarda i controlli? «Dobbiamo varare un regolamento, in coordinazione anche con altri enti di competenza, per garantire un sistema di vigilanza e di controllo. Purtroppo scontiamo una crisi generale, che ha portato alla mancanza di personale. Sto facendo quello che posso anche per incentivare le visite dei musei, che purtroppo non sono molte».
L'ANFITEATRO. La struttura venne edificata nella metà del I secolo dopo Cristo, alle pendici dell'acropoli in una spianata naturale per volere di Marco Vettio Marcello. Nel XIX secolo la spianata venne rimaneggiata per ospitare Piazza d'Armi e in epoca moderna l'istituto Magistrale. Nel 1982 gli scavi per realizzare un serbatoio idrico hanno fatto ritrovare i resti dell'antico edificio e di una fossa di scarico di materiale protostorico. Nel 1994 iniziarono gli scavi che hanno riportato alla luce gran parte dell'edificio romano.

