Classi-pollaio al Di Savoia «Risposte insoddisfacenti»

Genitori ricevuti dal dirigente dell’Ufficio scolastico Pisu che promette verifiche Gli studenti rilanciano la protesta: «Organizzeremo iniziative sulla sicurezza»
CHIETI. Lo smembramento dell'ex sezione C informatica dell'Istituto scolastico superiore Luigi Di Savoia può essere attuato. Come il conseguente accorpamento e smistamento dei ragazzi nelle sezioni A e B. Dove, così, potrebbero continuare a rimanere nell'una 26 alunni - con un disabile che necessita del sostegno – e nell'altra ben 30. Queste le notizie che il dottor Carlo Pisu, neo dirigente dell'ufficio scuola, avrebbe dato ad alcuni genitori e alunni dell'Itis - una struttura scolastica cittadina con il peggior indice di rischio sismico nella regione, pari a 0. Quantomeno ieri mattina i giovani delle classi coinvolte e i loro familiari, finalmente dopo giorni di attesa, sono riusciti a parlare con il neo dirigente nell'ufficio del Provveditorato agli studi in via Nicolini. Lì il folto gruppo in protesta si era già recato lunedì, ma senza ricevere risposte in merito: volevano chiarimenti sull’accorpamento della sezione C alla A e alla B per quest’anno scolastico. Fatti che hanno comportato sovraffollamento delle aule e aumento sempre maggiore dei rischi per la sicurezza. Tuttavia, Pisu ha anche aggiunto che «manderà nell'istituto un tecnico, per fare delle verifiche» riferisce Tiziana Di Credico, madre di un ragazzo «entro trenta giorni risponderà alle lettere già da noi inviate agli enti competenti. Da parte nostra, stiamo prendendo contatti con l'associazione nazionale a tutela dei disabili “Tutti a Scuola”. Consultando anche un legale per avere ulteriori delucidazioni sulla faccenda». Ma sulle risposte arrivate ieri dal Provveditorato gli alunni non ci stanno: «Ci stiamo organizzando per promuovere altre iniziative sulla sicurezza scolastica» dice lo studente Luca Berardi «ci faremo sentire subito».
In programma, insomma, un nuovo autunno caldo. A dare solidarietà alla mobilitazione degli studenti del Di Savoia è anche l'organizzazione giovanile Blocco Studentesco. «Nei prossimi giorni, inoltre, torneremo qui al Provveditorato. Ma con molti altri ragazzi dell'intera scuola» prosegue un altro alunno dell’Itis, James Battistoni. Si tratta di evitare, ancora, la formazione di “classi pollaio” prive persino di sedie e di banchi sufficienti per tutti, contando anche la presenza di un disabile nella sezione A – che di alunni ne conta 26. Ad esprimersi sul caso è proprio il presidente di Tutti a Scuola, Toni Nocchetti: «Queste sono vicende che ci vengono segnalate quotidianamente da tutte le scuole d’Italia. Si risponde in ogni caso con il testo di legge, che dice: di norma le classi non devono essere costituite da più di 22 ragazzi». Ma il problema starebbe proprio nella dicitura della normativa: "Di norma" non significa niente» aggiunge Nocchetti «anzi, vuol dire che se gli alunni sono in 26 restano in 26, di fatto. Bisogna modificare la formula, dire che quando si arriva a 20 o 22 ragazzi nelle aule, queste bisogna scioglierle e raddoppiarle. Il ministro lo sa bene, ma ci sarebbe bisogno di assumere altri insegnanti. Quando il Parlamento avrà il coraggio di affrontare questi temi e di non continuare con questa ipocrisia, probabilmente la qualità della scuola farà un passo avanti». Conclude: «Ovviamente con 26 o 30 studenti in classe non si garantisce una buona didattica neppure per i ragazzi normodotati. Il diritto costituzionale allo studio viene leso in primis per i ragazzi disabili e, a cascata, per tutti i loro compagni».
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