Classi-pollaio alle scuole medie Ricorso al Tar e niente lezioni

24 Settembre 2017

Proteste a Castel Frentano e Altino dopo gli incontri a Chieti e Pescara nei rispettivi uffici scolastici D’Angelo: sovrannumero segnalato da marzo. Muratelli: come hanno diviso le ore tra insegnanti?

LANCIANO. Classi-pollaio alle medie di Castel Frentano e Altino: i sindaci non ci stanno. Dopo aver cercato il dialogo con l’Ufficio scolastico provinciale e regionale e aver ricevuto porte in faccia. I sindaci Gabriele D’Angelo (Castel Frentano) e Vicenzo Muratelli (Altino) passano al contrattacco per difendere il diritto all’istruzione dei propri giovani concittadini. Ricorso al Tar, coinvolgimento immediato della Regione e della commissione di vigilanza regionale e, a Castel Frentano, alunni che non entrano in aula per protesta: questa la risposta dei primi cittadini al mancato sdoppiamento delle classi prime delle scuole medie dei propri Comuni.
A Castel Frentano la prima ha 30 alunni, di cui due studenti diversamente abili che hanno bisogno del sostegno. Ad Altino la prima media ha 27 alunni, con un disabile e un alunno con progetti specifici. «La legge dice 20 alunni e un disabile per ogni classe», dicono i sindaci «e, nelle zone sismiche, classi da 17 studenti». «Da marzo avevamo segnalato all’Ufficio scolastico la necessità di un’altra prima media», dice D’Angelo, «visto che erano pre-iscritti 27 alunni e un disabile. A giugno abbiamo reiterato la richiesta avendo 30 alunni con due disabili. Ma niente. Addirittura all’Ufficio scolastico non hanno voluto ricevermi».
Venerdì scorso i sindaci sono andati prima a Chieti e poi a Pescara per parlare con il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, Carlo Pisu. Porte sbarrate. Ma non hanno desistito. «Dopo ore di attesa Pisu ci ha ricevuto e fatto parlare telefonicamente con il direttore regionale Antonella Tozza», dice Muratelli, «uno alla volta». Prima D’Angelo, che si sente insinuare che la classe da 27 è passata a 30 per via dell’alunno disabile e di due ragazzi bocciati volontariamente. Poi Muratelli che ha cercato di far capire che la formazione della classe con quei numeri, non rispetta le leggi. «La Tozza ci ha poi fatto una proposta sconcertante», raccontano increduli i sindaci, «ci ha chiesto se avevamo due aule piccole e la lim (lavagna multimediale). Abbiamo risposto di sì. Bene, secondo lei, dovevamo dividere le classi in due, ma una avrebbe avuto l’insegnante, l’altra no e avrebbe seguito la lezione attraverso la Lim; una sorta di video lezione. Una proposta scioccante. Questo perché avrebbe superato le ore di assegnazione degli insegnanti e non può quindi sdoppiare le classi. Non solo: ha detto che domani manda gli ispettori, per controllare come le dirigenti delle nostre scuole medie hanno formato le classi. Chiederemo l’accesso agli atti per capire come sono state divise le ore fra gli insegnanti, come sono state spese le risorse in tutta la Regione», chiudono i sindaci, «avviseremo la commissione di vigilanza regionale e, una volta ricevuti i documenti dall’ufficio scolastico, li impugneremo dinanzi al Tar».
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