Cleptomane sotto processo: «Non resisto»

19 Settembre 2019

Il giudice ordina la perizia per valutare la pericolosità sociale di una donna scoperta più volte a rubare

CHIETI. «Sono stanca di questa vita, non ce la faccio più a convivere con questo problema». Si è sfogata così, davanti alla psichiatra, una donna di 35 anni affetta da cleptomania e finita a processo con l’accusa di tentato furto aggravato di cosmetici, deodoranti per auto, cibo per animali, ciabatte, prodotti farmaceutici e casalinghi nel negozio Acqua&Sapone di Chieti Scalo, in via Pescara. Il giudice Sofia Nanni, nell’udienza di ieri davanti al pm d’aula Roberta Capanna, ha ordinato una perizia per valutare la pericolosità sociale dell’imputata.
L’episodio risale al 29 dicembre del 2017. Quel giorno la donna, quando è stata bloccata dai carabinieri della stazione di Chieti Scalo, ha subito tirato fuori un certificato che attestava la sua patologia. Poco prima, i dipendenti del negozio l’avevano fermata perché al passaggio alla cassa i dispositivi antitaccheggio, che non erano stati rimossi, avevano fatto scattare l’allarme. La segnalazione alla procura è scattata come atto dovuto e il pm Lucia Anna Campo ha firmato il decreto di citazione a giudizio. È stata contestata anche l’aggravante per «aver commesso il fatto su cose esposte per destinazione alla fede pubblica e con violenza consistita nel rompere la confezione di un coltello da cucina e di un prodotto farmaceutico, da lei sottratti, e nello strappare il codice a barre di una pochette Maybelline e di una confezione di Arbre Magique».
«Non riuscivo a controllarmi perché dovevo appropriarmi di tutto quello che mi piaceva», ha detto la donna di fronte al consulente nominato dalla difesa. «Sentivo una voce interna che mi ripeteva in maniera ossessiva: “Vuoi questa cosa, prendila, vai, prendila”. Non potevo resistere». L’imputata – difesa dall’avvocato Flavia Di Marzio – ha raccontato che, prima dei furti, accusa sempre malesseri fisici e che, dopo aver rubato, subentra «un senso di rilassatezza e liberazione». Questi comportamenti, stando sempre a quanto da lei riferito, hanno condizionato la sua vita, provocando l’allontanamento di tante persone e la rottura di storie affettive e sentimentali. La ragazza ha aggiunto di non sentirsi padrona della sua vita e di essere in continua tensione, anche se nell’ultimo periodo – sempre a suo dire – gli episodi stanno diminuendo. La prossima udienza in tribunale è in programma il 23 ottobre. (g.let.)
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