Clonano la scheda del cellulare e svuotano i conti in banca

26 Gennaio 2021

Un noto imprenditore teatino cade nella trappola dei truffatori: spariti 23mila euro in poche ore L’uomo risponde a un falso sms dell’istituto di credito e si ritrova vittima di un sito contraffatto

CHIETI. Clonano le schede telefoniche e, nel giro di poco tempo, sono in grado di svuotare i conti correnti. È un imprenditore teatino di 48 anni l’ultimo ad essere caduto nella rete dei criminali informatici, che gli hanno portato via ben 23.452 euro. Ora è la polizia postale a indagare sul sofisticato sistema di frode: il malcapitato, assistito dagli avvocati Stefano e Guglielmo Marchionno, ha presentato la denuncia e ha avviato la procedura per recuperare i soldi dalla banca. Una cosa è certa: a Chieti, così come nel resto d’Abruzzo, in tempi di coronavirus si registra un boom di raggiri online. I ladri cibernetici hanno sostituito i rapinatori di banche e uffici postali: lavorano da casa, seduti comodamente al pc, e al posto del passamontagna utilizzano programmi per garantirsi l’anonimato.
IL RAGGIRO Qual è il meccanismo della maxi truffa? Tutto comincia quando l’uomo, all’interno della chat in cui arrivano tutte le comunicazioni del suo istituto di credito, riceve un sms che, paventando “anomali accessi” sul conto aziendale, invita a cliccare su un link per verificare che sia tutto apposto. In realtà, il link porta a una pagina simile a quella della banca, con tanto di loghi, ma completamente controllata dai malviventi, dove viene richiesto di inserire le credenziali di accesso al conto corrente. Significa che il cliente, digitando i dati, li consegna nelle mani dei criminali. Grazie ai nuovi sistemi di sicurezza, neppure queste informazioni bastano per arrivare al denaro: occorrono dei codici che giungono per sms sul cellulare del titolare. E qui c’è il colpo di scena. Uno dei malviventi, spacciandosi per il reale proprietario del numero e utilizzando i dati carpiti dopo essere entrato in modo fraudolento nella home banking, riesce a cambiare scheda telefonica adducendo come pretesto che la precedente sim si sia smagnetizzata. In questo modo, la vecchia scheda in uso alla persona beffata viene disattivata, mentre il criminale informatico si sostituisce al vero cliente e ottiene in modo fraudolento i codici per completare le operazioni. Fatto sta che, a un certo punto, la vittima si accorge che il suo smarphone non dà più segni di vita: non può fare e riceve chiamate e anche internet è in blocco. Il mattino successivo, dopo aver provato invano a chiedere spiegazioni la sera precedente, l’imprenditore riesce a parlare con un operatore del suo gestore telefonico che lo mette in guardia sulla possibilità di aver subito una frode. Il 48enne controlla subito il conto corrente tramite l’applicazione del cellulare, nel frattempo riattivato, e si accorge che sono spariti 72.223 euro.
LA SCOPERTA La vittima si precipita in banca e scopre che dal suo conto, tramite un bollettino postale in bianco, è stato versato l’importo di 23.452 euro su un conto corrente postale: il tentativo di bloccare il pagamento va a vuoto. Fortunatamente, l’istituto di credito riesce a revocare un secondo bonifico da 48.770 euro. Ma il danno economico è comunque consistente.
L’ALTRA VITTIMA Anche un imprenditore pescarese di 54 anni è rimasto vittima di una truffa: dai suoi conti correnti, accesi nello stesso istituto di credito, sono spariti in totale 23.566 euro. L’uomo, assistito dall’avvocato Marco Ciccocioppo, si accorge che qualcosa non va nel momento in cui viene contattato dal personale di filiale che lo avverte di alcune operazioni anomale. Giunto in banca, il malcapitato scopre che il suo conto corrente personale è stato completamente prosciugato, attraverso un bonifico diretto in Spagna e da lui mai disposto; altri addebiti di denaro risultano anche sul conto relativo all’attività lavorativa. L’imprenditore denuncia tutto ai carabinieri. E ora è pronto a portare la banca in tribunale per chiedere il rimborso.