Cobas: «No all’accordo Pilkington»

14 Marzo 2023

San Salvo. Il segretario Ranieri: «Pronti alle vie legali se passa la piattaforma»

SAN SALVO. I rappresentanti sindacali dei Cobas della Pilkington dicono no alla piattaforma per il rinnovo del contratto nazionale del vetro. Nell’assemblea retribuita dello scorso 10 marzo, i lavoratori si sono astenuti dal votare la piattaforma sottoscritta tra le parti il 10 febbraio precedente.
«Il motivo scatenante», annota il segretario Domenico Ranieri, «è stato il mancato coinvolgimento e l’esclusione dei lavoratori appartenenti alle squadre B1+B2+C2, poiché a riposo. Ciò premesso, aggiungiamo altri punti che abbiamo criticato dopo che il Consiglio dei Ministri ha disposto il 31 marzo 2022 la chiusura dello stato di emergenza, dichiarato il 31 gennaio 2020 per contrastare la diffusione dell’epidemia da Covid-19», continua il rappresentante dei Cobas, «non è stata indetta un’ora di assemblea retribuita per spiegare e illustrare i contenuti del rinnovo».
Eppure Ranieri ricorda come nell’anno precedente ci siano state importati iniziative che hanno coinvolto tutti i lavoratori Pilkington: «Dal Contratto di espansione per 180 lavoratori», sottolinea il segretario dei Cobas, «al rinnovo del Contratto di secondo livello (Premio di partecipazione) ad ulteriore ribasso e, non ultimo, la fusione in un unico gruppo nel 2024 di Pilkington, Primo e Bravo di San Salvo. Nella parte salariale, i più giovani sono sempre fortemente penalizzati, anche se sono in forza da almeno quindici anni e non arriveranno mai a percepire stipendi e livelli come i colleghi entrati prima degli anni 2000. I Cobas inoltre sono stati sempre contrari ad ogni forma di previdenza complementare e sanitaria. Infine», conclude Ranieri, «vogliamo precisare che, qualora la piattaforma verrà approvata così come ci è stata presentata, che i Cobas sono decisi ad adire le vie legali». (p.c.)
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