Cocaina e gioco d’azzardo: dipendenze in aumento

1 Febbraio 2019

Lanciano. Il 90 per cento degli assistiti è di sesso maschile e ha più di 39 anni Pochi i ragazzi in cura: i minori hanno meno consapevolezza del problema  

LANCIANO. Sale il consumo di cocaina e la dipendenza dal gioco di azzardo. A sviluppare dipendenze patologiche da alcol e droga sono soprattutto gli uomini, il 90% dei 441 assisti, sopra i 39 anni. Sono i dati che emergono dal Serd, il servizio per le dipendenze della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, nell’area frentana. L’unità diretta da Paola Fasciani segue circa 80 pazienti al giorno tra terapie, visite, distribuzione di farmaci, colloqui di supporto. Numeri importanti che dimostrano la grande attività dell’unità che non solo cura centinaia di persone dipendenti, ma fa anche prevenzione, tra i giovani.
Se in cura i ragazzi sono relativamente pochi (30 tra i 16 e i 24 anni), è perché in questa età non c’è la consapevolezza di avere di una dipendenza. Soprattutto per i minorenni che sono segnalati al servizio dalla prefettura in seguito a controlli da parte di polizia e carabinieri. Le forze dell’ordine fanno spesso controlli antidroga anche nelle scuole dove sono state trovate dosi di hashish e marijuana. Secondo i dati degli osservatori sociali, infatti, il primo contatto con la droga da minorenni è dai 16 anni, con i derivati della cannabis e sono spesso assunzioni in gruppo.
«Il dato che emerge nell’ultimo anno», spiega la dottoressa Francesca Mastrangelo, del Serd di Lanciano, «è l’aumento dell’uso della cocaina. La maggior parte dei nostri pazienti è assuntrice di più sostanze, eroina e cocaina, ma negli ultimi tre anni c’è stato un aumento dei cocainomani. Che si rivolgono al Serd a una età più avanzata rispetto a chi fa uso di eroina». E al Serd arrivano soprattutto uomini, 90% degli assistiti, e sopra i 39 anni (171 persone). Altre fasce di età con più assuntori sono tra i 20 e 29 anni, con 70 pazienti e tra 35 e 39 anni con 69 persone. Sono ben 441 i pazienti, considerando anche quelli che vengono seguiti in carcere e quelli che sono momentaneamente sul territorio frentano, mentre dieci anni fa erano 220. Sono persone che hanno un livello di istruzione medio e per lo più occupati. «Sono pazienti», riprende Mastrangelo, «che si rivolgono al servizio non subito; c’è infatti un tempo di latenza tra la presentazione del problema e la cura che è anche di anni. Tra le dipendenze nell’ultimo periodo è cresciuta quella dal gioco di azzardo. Il 3% è in cura per questo problema che è stato inserito anche tra i Lea (Livelli essenziali di assistenza, ndc)».
L’Abruzzo è la terza regione in Italia per volume di giocate, si va dai “Gratta e vinci” comprati anche dai giovani, alle scommesse sportive, i poker on line. In città l’età media dei giocatori pentiti è sui 40 anni. Non è facile chiedere aiuto, prendere consapevolezza del problema, che sia l’alcol piuttosto che la droga o il gioco e per questo il Serd fa anche prevenzione e attività di informazione, oltre che garantire la massima riservatezza. Ci si rivolge al servizio senza impegnativa, è garantito l’anonimato, l’ascolto e il supporto in orari riservati. Massima riservatezza che non è facile da mantenere nei locali dove da alcuni mesi l’equipe del Serd lavora. I 3 medici, 4 infermieri, un educatore, 2 psicologi e i 2 assistenti sociali che si occupano di circa 80 pazienti tra terapie, visite, colloqui sono all’interno dell’ospedale Renzetti, nell’ex reparto di urologia- chirurgia. La sede di via Del Mare, accanto al presidio, ma allo stesso tempo divisa, è stata inagibile da agosto. Non essendoci altri spazi, personale e pazienti sono stati portati nell’ospedale in un piano dove ci sono gli ambulatori di Urologia, Gastroenterologia e Cardiologia. La Asl ha però previsto la ristrutturazione della palazzina del Serd.
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