Cocaina e hashish per la movida Coppia finisce sotto processo

CHIETI. Finisce sotto processo la coppia di fidanzati che nascondeva due chili di hashish e 54 grammi di cocaina. Un carico di droga, dal valore stimato di 50mila euro, pronto a inondare la movida e...
CHIETI. Finisce sotto processo la coppia di fidanzati che nascondeva due chili di hashish e 54 grammi di cocaina. Un carico di droga, dal valore stimato di 50mila euro, pronto a inondare la movida e sequestrato dalla squadra mobile di Chieti. La procura ha ottenuto il giudizio immediato per Antonio Capuozzo, napoletano di 36 anni, e Veronica Fiaschetti, universitaria 24enne originaria di Latina. «La prova della responsabilità degli indagati», scrive sulla richiesta il pm Giuseppe Falasca, «è evidente». La prima udienza, davanti al tribunale di Chieti, è stata fissata per il prossimo 15 ottobre.
I due imputati si sono conosciuti in carcere. Lui era un detenuto con una condanna per droga da scontare, lei una studentessa modello che stava facendo tirocinio. Dopo la scarcerazione di Capuozzo, tra loro è nata una storia e sono andati a vivere in affitto in un appartamento di via dei Vestini, vicino alla chiesa di Madonna delle Piane, a poche centinaia di metri dall’università. Ma entrambi, lo scorso 13 gennaio, sono stati arrestati per spaccio. Gli investigatori del vice questore aggiunto Miriam D’Anastasio hanno bloccato una Fiat 500 nell’area di servizio di Brecciarola dell’autostrada A25. Il copione ufficiale racconta che i due ragazzi all’interno dell’auto, fin dall’inizio, hanno mostrato «segni di nervosismo e insofferenza che insospettivano gli investigatori». Dalla perquisizione dell’abitacolo è spuntato fuori un borsone con 20 confezioni avvolte da nastro adesivo: contenevano, in totale, 2 chili di hashish. La polizia ha passato al setaccio anche l’abitazione dove la coppia viveva. La cocaina era nascosta in una borsetta riposta in un armadio della camera da letto. Gli investigatori hanno sequestrato anche tre bilancini di precisione e il materiale per confezionare le dosi, compreso un macchinario per il sottovuoto trovato in cucina. L’ipotesi della squadra mobile è che la droga fosse destinata al mercato della movida cittadina, dove in passato è stato già scoperto un vasto giro di cocaina nei locali del divertimento. Gli imputati sono difesi dall’avvocato Corradino Marinelli. (g.let.)

