Cocaina per i vip, i nomi negli appunti

13 Ottobre 2018

Il titolare del locale non risponde al giudice ma lascia il carcere e va ai domiciliari. Le indagini portano alla droga dell’Est

SAN SALVO. Nomi storpiati o abbreviati. Tanti nomi. Appunti e annotazioni indecifrabili. Forse ordinativi di cibo, o forse di altro. Si concentrano su quegli appunti e su altri oggetti trovati all’interno del Vanity cafè le indagini della polizia al termine dell’operazione antidroga che ha portato giovedì scorso all’arresto del titolare del locale, T.D.P., 40 anni. Gli investigatori hanno sequestro 270 grammi di droga fra cocaina e hascisc per un valore di 18mila euro, ma anche altro materiale. Non è escluso che alcuni clienti assumessero la sostanza direttamente nello spogliatoio. Le immagini delle telecamere accese all’esterno del bar ristorante, a anche gli obiettivi puntati non lontano dalla casa dell’indagato, potrebbero portare a scoprire i nomi dei fornitori di droga del ristoratore.
L’uomo ieri è stato interrogato dal giudice Italo Radoccia alla presenza dei suoi avvocati, Giovanni e Antonello Cerella. T.D.P. si è avvalso della facoltà di non rispondere. Al termine dell’udienza, il giudice ha convalidato l’arresto e ha concesso a T.D.P. gli arresti domiciliari. «Il quantitativo di droga in suo possesso», ha spiegato l’avvocato Antonello Cerella, «non era così importante da giustificare la permanenza in carcere». Incensurato, anche se con qualche piccolo precedente, titolare di un apprezzato locale con una clientela facoltosa, condotta apparentemente irreprensibile, l’indagato non si aspettava di essere tenuto d’occhio dalla polizia e quando, giovedì mattina, gli uomini della squadra anticrimine del commissariato l’hanno aspettato per procedere al controllo, ha fin da subito iniziato ad agitarsi e a sudare in maniera eccessiva. È bastato entrare nello spogliatoio del ristorante per capire il motivo. Quello stanzino era il locale buffet della cocaina. Il sospetto è che T.D.P. sia solo la tessera di un puzzle decisamente più corposo e complicato da ricomporre. La purezza della cocaina sequestrata aiuterà gli investigatori a individuare anche il canale di provenienza. Il sospetto è che la droga arrivi dai Balcani. I fornitori del Vanity, come avvenuto altre volte nel Vastese, non è escluso che si rifornissero di cocaina direttamente dalla rotta balcanica passando dall’Albania e arrivando a Vasto. È un’ipotesi che deve essere valutata e verificata attentamente. La polizia, dopo la conferenza stampa che ha annunciato l’operazione Happy hour, si è chiusa a riccio. Un segnale interpretato da molti come foriero di possibili imminenti sviluppi. La caccia ai fornitori della è appena iniziata ma una cosa è certa: ancora una volta il lembo meridionale dell'Abruzzo si conferma importante meta dello spaccio di droga.
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