Cocciola e la distanza dalle tre liste «Non appartengo al centrodestra»

Incontro pubblico oggi di FdI, Ortona Popolare e Città che amo su “La politica per la rinascita della città” Assente l’ex candidato sindaco: «La loro iniziativa è giusta, ma oggi non mi riconosco in quel campo»
ORTONA. «Non può sfuggire come vi sia una ricomposizione del centrodestra con un suo programma per la città. Ritengo sia giusto da quella angolazione ma io non appartengo a quel campo politico». La spiega così l’ex consigliere comunale Ilario Cocciola, già candidato sindaco di Ortona alla precedente consultazione elettorale, la mancata adesione sua e delle altre sei liste che lo hanno appoggiato, nella all’incontro pubblico di oggi pomeriggio, alle 18.30, alla Sala Eden, in cui tre liste una volta apparentate con lui nel ballottaggio contro l’ex sindaco Leo Castiglione, presenteranno agli elettori “La politica per la rinascita di Ortona”. Per la prima volta dallo scioglimento del consiglio comunale decretato dal prefetto Mario Della Cioppa in conseguenza delle dimissioni di 9 consiglieri comunali, le tre liste, ossia Fratelli d’Italia, Ortona Popolare e Città che amo, spiegheranno ai cittadini i motivi che hanno portato i loro esponenti in consiglio a spegnere le luci sulla crisi dell’amministrazione Castiglione che si trascinava da parecchio. All’incontro ci saranno i consiglieri Franco Vanni, Simona Rabottini, Angelo Di Nardo, Italia Cocco, Simonetta Schiazza, Antonio Sorgetti e Gianluca Coletti, ma non Cocciola.
«Con la nomina del commissario prefettizio», riprende Cocciola, «si è conclusa una pagina amministrativa e se ne aperta un'altra, tutta da scrivere sotto ogni profilo. Dopo una prima consiliatura a guida Castiglione a mio avviso disastrosa, populista e politicamente caotica, abbiamo presentato un progetto nuovo per la città, scongiurando una continuazione di quella gestione, sacrificando alcuni aspetti identitari pur di superare un pessimo metodo di governo. Per quanto mi riguarda», sottolinea Ilario Cocciola, «quel sistema è stato rimosso e, dunque, l'emergenza è terminata ed altri soggetti si apprestano a scendere in campo. Non sfugge la ricomposizione del centrodestra e non penso che i partiti di questo schieramento rinunceranno al proprio ruolo. Credo, invece, che si riuniranno per dettare una propria agenda politica. Dunque condivido la necessità dei miei ex colleghi di minoranza di spiegare gli aspetti che hanno riguardato l’epilogo di questa amministrazione, ma è una narrazione già avvenuta. Per quanto riguarda la proiezione nel futuro, mi sembra che il campo al momento sia già segnato e non mi ci riconosco». (cr.or.)
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