Colasante, la madre decide di perdonarlo

Il giovane è indagato per il finto attentato a Bonanni: si è tagliato le vene e ora attende la perizia
CHIETI. Al clinicizzato non arriva il medico designato dal Gip aquilano Romano Gargarella e slitta così la perizia su Donato Colasante che il giudice aveva disposto accogliendo l'istanza presentata dal difensore. L'avvocato Graziano Benedetto ha atteso ieri in reparto fino alle 3 del pomeriggio l'arrivo del perito designato dalla Procura, che era atteso per le 13. E' però pacato il suo commento, anche se rimane l'ansia di lasciarsi alle spalle il dramma di qualche giorno fa che aveva fatto temere per la vita del ventunenne guardiese, protagonista di un tentativo di suicidio con taglio delle vene di un avambraccio avvenuto nel carcere di Madonna del Freddo, dove era detenuto in custodia cautelare per il presunto coinvolgimento, con il 32enne Davide Nunziato, nell'intimidazione con la finta bomba piazzata all'ingresso della residenza di Francavilla dell'ex segretario nazionale della Cisl Raffaele Bonanni.
«Non disperiamo per quello che sembra un semplice contrattempo», spiega l'avvocato Benedetto, «ma non vorremmo vedere slittare tutto a lunedì, sarebbe un fastidioso ritardo in una procedura che il dottor Gargarella, al quale va il mio sentito ringraziamento per la solerzia con cui ha agito, aveva avviato con una tempistica degna dell'urgenza del caso». Il penalista aveva fatto mercoledì al Gip un'istanza che metteva in luce l'incompatibilità tra il regime carcerario e lo stato di salute di Colasante, tossicodipendente al quale era stata interrotta dal 1° gennaio la somministrazione del metadone, una decisione finita sotto indagine dopo la denuncia presentata ai carabinieri da Domenico Colasante, il papà del giovane. «Ho chiesto la scarcerazione del mio assistito», racconta Benedetto, «visto che si fa strada ancor prima del processo (prima udienza a Chieti il 17 febbraio prossimo) la totale estraneità di Donato Colasante ai fatti che gli vengono contestati, tenendo conto anche delle dichiarazioni di Nunziato che ha ammesso di aver agito da solo». Da ieri su Colasante non pesa più l'ombra delle denuncia sporta mesi fa da sua madre, un affare di presunta estorsione risalente a alcuni mesi fa. La donna, che ha fatto pace col figlio fin dal ricovero d'urgenza al policlinico, si è recata alla caserma dei carabinieri di Francavilla per ritirare la querela.
Francesco Blasi

