Colasanti, il maestro di grandi orchestre che sogna il Marrucino

22 Maggio 2016

I personaggi della teatinità. Una carriera sfolgorante e la direzione di opere nei più grandi teatri del mondo

CHIETI. Maurizio Colansanti, personaggio della mia odierna vetrina, sta portando il nome di Chieti, la sua città, nei più grandi e celebrati teatri del mondo, come affermato direttore d'orchestra. A fine ottobre, tanto per dare qualche indicazione, sarà in Cina, dove dirigerà l'Aida nei principali teatri di quell'immenso Paese, ma prima dovrà essere a Praga dove è stato chiamato a dirigere concerti, poi in Finlandia, negli Stati Uniti, in Corea: un impegno dopo l'altro a dare concreta prova delle sue qualità di musicista che gli hanno permesso, grazie alla musica che sa produrre, di compiere un già lungo cammino e toccare qualificanti traguardi. "Conoscevo le note prima ancora dell'alfabeto", l'ho sentito dichiarare in una recente intervista rilasciata ad una emittente televisiva locale. Ed ancora: "Sono nato, si può dire, già con uno strumento musicale in mano". Fatto è che a 5 anni ha cominciato a studiare musica con il maestro Mimi De Renzis e già a sei anni è stato in grado di suonare da solista con la banda di Pretoro, raccogliendo fin da allora ammirazione e pieni consensi per il suo naturale talento. Da quel momento per Maurizio la musica è stata la strada obbligata da percorrere. Iscritto al Conservatorio di Musica Luisa D'Annunzio di Pescara si è diplomato con il massimo dei voti. Un passaggio importante per la sua carriera di musicista è stato anche quello di aver fondato, nel 1992, insieme a Antonello Pellegrini, il gruppo dei "Fiati Italiani", un gruppo di giovani musicisti con i quali ha effettuato una serie di apprezzate esibizioni in giro per l'Italia ed all'estero, promuovendo anche iniziative tese a diffondere cultura musicale in tutto il territorio abruzzese . Esperienze assai importanti per la sua formazione musicale, perfezionata poi con studi proseguiti all'estero (per la composizione ha seguito gli insegnamenti di Michel Corona, ha studiato direzione d'orchestra a Ginevra con G. Arpab, a Budapest e Vienna con M. Erdely).

Tutte queste esperienze lo hanno fatto diventare un direttore d'orchestra di notevole livello, con particolare interesse per autori del ’900 come Ottorino Respighi, Gian Francesco Malipiero, Sergio Rendine, per diverso tempo impegnato nel Teatro Marrucino, Maurice Ravel, Igor Stravinsky, Luigi Dellapiccol, Cesare Valentini le cui musiche ha presentato in concerti tenuti in Italia, in Europa, in America e in Asia.

Gli hanno infatti aperto le porte i più grandi teatri e importanti istituzioni concertistiche internazionali, Carneige Hall, Royal Accademi of Music, Teatro dell'Opera di Roma, Melba Hall di Melbourne, Hart Hous di Singapore, per citarne alcune.

Laurea in filosofia con il massimo dei voti alla d'Annunzio: un bagaglio culturale notevole che gli ha aperto le porte all'insegnamento però sempre in campo musicale. Da notare che è risultato il più giovane abilitato a insegnare nei conservatori. Tra i riconoscimenti e i successi avuti vanno ricordati la nomina del acclamazione, nel 2001, di direttore principale dell'Orchestra Sinfonica de Loja, nel 2004 dell'Orchestra Villa Lobos Symphony e nel 2012 di direttore artistico e direttore principale dell'Orchestra sinfonica della Uel. Tutto questo, vale a dire i successi della sue esibizioni nei più grandi e celebrati del mondo, i riconoscimenti ottenuti non sono valsi a fargli ottenere spazio anche nella sua città, al teatro Marrucino.

C'è però da dire che Maurizio non se ne fa assolutamente un problema, ed anzi, come mi ha dichiarato in una intervista televisiva che mi ha rilasciato recentemente, continua a dare la sua piena disponibilità qualora dovessero maturare situazioni che potrebbero richiedere un suo coinvolgimento, per una collaborazione. «Ci mancherebbe che così non fosse» sono state le sue parole «visto che porto il nome di Chieti in giro per il mondo e che sono legatissimo, come sono certo lo è chiunque ama la musica, al teatro Marrucino e alla sua storia. Resta sempre un grande onore salire su quel prestigioso e antico palcoscenico o collaborare con la realizzazione di eventi musicali e se dovesse capitare l'occasione ne sarei solo felicissimo».