Coletti conferma: pronto a farmi da parte

30 Marzo 2017

Il veterano della politica non ci sta ai veti sul figlio Gianluca. Dopo 42 anni non si ricandida: «Ne ho viste di cotte e di crude»

ORTONA. Coletti si, Coletti no? È il tormentone di questa campagna elettorale, l'incognita che incombe sul Pd. E se ieri Il Centro ha reso noto la possibilità di una non ricandidatura di Tommaso Coletti, oggi sono le sue stesse dichiarazioni a far propendere ancor di più per questa eventualità. Si va quindi verso una sua esclusione dopo 42 anni di presenza in Consiglio comunale.

DECIDE IL PD. «Sarà l'assemblea del Partito democratico a decidere, non lo so ancora». Così Coletti ci risponde alla domanda su un suo possibile forfait nella partita elettorale. Poi però aggiunge: «Non penso che un candidato di un'altra lista possa condizionare le scelte, chi pensa di mettere veti si sbaglia», aggiunge lanciando un chiaro messaggio a coloro i quali all'interno della coalizione a sostegno di Rinaldo Veri sindaco non vedono di buon occhio la sua ipotetica presenza o quella del figlio Gianluca. Tuttavia proprio sul binomio padre-figlio poggia uno dei motivi che potrebbero decretare la sua non ricandidatura. «Ho un figlio che fa politica, solo uno si candiderà, ma sarà il Pd a deciderlo» dichiara Coletti senior, «e bisogna capire se il mio nuovo incarico nel comitato di gestione dell'autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale è compatibile con un'eventuale mia ricandidatura». Insomma potremmo non vedere più Coletti senior tra i banchi del Consiglio comunale, dove ha iniziato a sedere dal 1975: «Mi sono solo dimesso nel 2009 per fare spazio ad un giovane, Tommaso D'Anchini, che è divenuto poi assessore», ricorda, aggiungendo come «ne ho viste di cotte e di crude». Sono parole che hanno il sapore di un addio, ma qualora non dovesse ricandidarsi Coletti precisa che «continuerò a fare politica, potrò dare una mano per le elezioni che vinceremo». Tuttavia ammonisce: «Serve un Pd unito, a quel punto l'ammiraglio avrà chance enormi di arrivare ad essere eletto sindaco di Ortona». E sul figlio Gianluca: «È vicesegretario provinciale e a livello locale rappresenta un'area all'interno del Pd. Penso che qualcuno avrà il buon senso di chiedergli se voglia impegnarsi per le amministrative».

IL NUOVO INCARICO. Formalizzato il comitato di gestione Adsp Adriatico centrale, Coletti avrà modo in ogni caso di rivestire un ruolo di primo piano, occupandosi dei porti per la Regione Abruzzo. «Ringrazio Luciano D'Alfonso che ha avuto fiducia in me e Camillo D'Alessandro che lo ha sostenuto, cercherò di fare il mio meglio». Lo stesso D'Alessandro aggiunge che Ortona «è pari protagonista rispetto ad altre città portuali. Candidiamo Ortona come porta del corridoio est-ovest, dentro l'autorità portuale di Ancona ma d'intesa con l'autorità di Civitavecchia, che conserva l'interesse ad avere un porto di riferimento sull'Adriatico immediatamente collegato, come lo è Ortona, dall'autostrada».

CRISTIANA CANOSA. Ieri l'avevamo indicata, insieme a Franco Musa, come una delle figure a sostegno dell'ammiraglio Veri che non vorrebbero la presenza dei Coletti "in squadra". Oggi arriva la sua replica: «Non compete a me decidere la coalizione, né i candidati delle liste di cui non faccio parte», commenta. «Io ho auspicato sempre che il Pd si rinnovasse profondamente, le decisione Pd però spettano al partito e al commissario D'Alessandro. Il centrosinistra ha l'ultima occasione per dimostrare a questa città di essere in grado di cambiare le cose. Rispetto alla recente esperienza serve discontinuità che ovviamente non può riguardare solo D'Ottavio, perché non ha governato da solo ma con delle persone rilevanti». Messaggio inviato.