Colistro, Regione pronta a mandarlo via

Inchiesta su presunte tangenti Megalò 3: il contratto del funzionario indagato ha i giorni contati
CHIETI. Si dimette o sarà dimesso? Il contratto che lega, fino al 2016, la Regione con l’ingegnere Michele Colistro ha i giorni contati. L’indiscrezione trapela da ambienti amministrativi regionali. Colistro, segretario generale dell’Autorità dei Bacini, è indagato per presunta corruzione, in concorso con il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, e l’imprenditore Enzo Perilli, titolare della società Akka che avrebbe voluto realizzare il complesso commerciale Megalò 3 a Chieti Scalo. Ma il funzionario regionale, ex direttore generale del ministero delle Infrastrutture, si è difeso a tutto campo in un’intervista in esclusiva al Centro, rispondendo alle domande sulle ipotesi di reato che lo riguardano. In sintesi, Colistro, che ricopre il suo ruolo apicale all’Autorità dei Bacini da marzo del 2013, ha fermamente negato di aver ottenuto tangenti da Perilli attraverso versamenti su una Postepay o incarichi professionali dalla stesso da quando si occupa di fiumi in Abruzzo. Così come ha respinto l’accusa riferita all’uso gratuito di un appartamento di Montesilvano riconducibile a Perilli e messo a sua disposizione. In questo caso, Colistro ci ha spiegato di aver staccato un assegno 760 euro e di aver speso soldi per rimettere in sesto l’immobile. Ma la sua difesa non basta per salvargli il contratto.
Sempre rimanendo sul fronte dell’inchiesta, l’avvocato Marco Femminella, difensore dei Colanzi, arrestati per il caso “Terre d’oro”, cioè il traffico illegale di terra proveniente da sbancamenti, ha annunciato ricorso al riesame per l’intempestività delle misure cautelari. Che infatti partono da processi già in corso. (l.c.)

