Collaboratori linguistici indaga la Corte dei conti

20 Agosto 2015

Ateneo, ecco l’atto che mette in mora gli ex vertici per i dipendenti pagati troppo A rivolgersi alla procura contabile l’attuale dg Del Vecchio, così è partita l’inchiesta

CHIETI. La Procura regionale della Corte dei conti indaga sui compensi percepiti dai Cel, i collaboratori ed esperti linguistici, dell’università “d’Annunzio” nelle passate gestioni universitarie. La Corte vuole vederci chiaro e capire se è vero che i collaboratori ed esperti linguistici fossero stati in passato strapagati. A richiedere l’intervento della Corte è stato il direttore generale dell’ateneo, Filippo Del Vecchio, quando si è trovato di fronte a un parere del collegio dei revisori dei conti sulla questione della legittimità degli emolumenti dei 16 cel. E per far sì che eventuali responsabilità di cattiva gestione, tutte ancora da accertare e dimostrare, non ricadessero addosso all’attuale amministrazione universitaria, Del Vecchio si è tutelato chiamando in causa la vecchia gestione, ovvero gli ex rettore e direttore generale, Franco Cuccurullo e Marco Napoleone. Partita l’indagine della Corte dei conti, salta ora fuori che gli inquirenti intendono mettere in mora non solo Cuccurullo e Napoleone ma anche i membri del vecchio consiglio d’amministrazione e che potrebbe essere implicato anche il vecchio collegio dei revisori dei conti. «Appare opportuno estendere la costituzione in mora necessaria per interrompere il decorso della prescrizione quinquennale», si legge infatti in una lettera inviata dalla Corte dei conti il 17 agosto scorso al dg, «anche i soggetti… che hanno fattivamente concorso non solo con l’espressione di voto favorevole ma anche con l’attività amministrativa istruttoria all’approvazione delle segnalate delibere collegiali». Le delibere che Del Vecchio ha segnalato come illegittime sono quelle approvate nelle sedute del 24 novembre del 2008 e del 21 febbraio del 2011. Si tratta di due deliberazioni che riguardavano il trattamento economico e giuridico dei Cel assunte dal consiglio di amministrazione nel 2008 e poi confermate anche nel 2011, sui cui contenuti non fu posto alcun rilievo dall’allora collegio dei revisori dei conti, che pure era costituito da magistrati ed esperti. Il dg, oltre a rivolgersi alla Corte dei conti, aveva anche immediatamente provveduto a richiedere indietro i soldi che i Cel avrebbero illecitamente percepito in eccesso. Il caso suscitò molto scalpore alla “d’Annunzio” perché i collaboratori ed esperti linguistici si erano visti arrivare a febbraio scorso richieste di pagamenti di somme che variavano tra i 70 mila e i 90 mila euro a testa, da versare nell’arco di 15 giorni. La categoria si sentì al centro di una politica fortemente vessatoria, rifiutò di pagare e reagì avviando una battaglia legale che è tuttora al vaglio del giudice del lavoro.