Coltellate durante una lite, 18enne condannato e rimesso in libertà: “Non fu tentato omicidio”

Chieti. Un anno e due mesi di reclusione, pena sospesa e non menzione: è la condanna inflitta oggi a un diciottenne. L'accusa di tentato omicidio è stata riqualificata in lesioni personali volontarie aggravate
CHIETI. Un anno e due mesi di reclusione, pena sospesa e non menzione: è la condanna inflitta oggi nel processo con il rito abbreviato dal gup del Tribunale di Chieti, Enrico Colagreco, a un diciottenne inizialmente accusato di tentato omicidio, oltre che di porto del coltello fuori dall'abitazione, in relazione al ferimento di un ventenne che aveva colpito con tre coltellate. L'accusa di tentato omicidio è stata riqualificata in lesioni personali volontarie aggravate. Il pm Giuseppe Falasca aveva chiesto la condanna a un anno, otto mesi e dieci giorni.
Il diciottenne, che era agli arresti domiciliari, è stato rimesso in libertà.
Il fatto si è verificato lo scorso 14 aprile a San Giovanni Teatino nel corso di una lite fra i due per il furto di una cassa bluetooth. Il diciottenne, difeso dall'avvocato Vincenzo Brunetti, era stato arrestato poco dopo il fatto.

