Coltiva droga in casa: arrestato

10 Giugno 2016

Nuovi guai per Pellegrini: la polizia gli trova cinque piante e un laboratorio per coltivare marijuana

CHIETI. Lo avevano già arrestato nel 2008, ma lui evidentemente la testa a posto non l’ha messa. Ha continuato a coltivare marijuana, dimostrando di avere pure un buon pollice verde. Almeno a giudicare dalle belle piante che gli hanno trovato a casa a Filippone. Mercoledì scorso i poliziotti della sezione antidroga della Squadra mobile, nello svolgimento di specifici servizi mirati alla prevenzione e al contrasto allo spaccio di stupefacenti predisposti dal questore Vincenzo Feltrinelli, hanno arrestato in flagranza di reato il 48enne teatino Fabrizio Pellegrini per coltivazione e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. L’arresto è stato effettuato a seguito di un precedente ordine di carcerazione a suo carico, emesso dal sostituto procuratore Alberto Sgambati della Direzione distrettuale antimafia dell’Aquila. Il provvedimento era dovuto al precedente arresto ad opera della Narcotici della questura teatina. «La scrupolosa e specifica attività investigativa profusa a suo carico», fanno sapere dalla questura, «ha permesso di acclarare la reiterata attività illecita del soggetto». Pellegrini, nonostante fosse stato beccato per droga, continuava a curare la propria personale serra casalinga di marijuana. Tanto è vero che quando mercoledì i poliziotti dell’antidroga, coordinati dall’ispettore superiore Licio D’Antuono, sono tornati a casa sua hanno trovato 500 grammi di sostanza stupefacente del tipo marjiuana pronta per essere immessa sul mercato, un bilancino di precisione e cinque piante altofusto di cannabis indica. Non solo, gli agenti riferiscono pure che in casa c’era un vero e proprio laboratorio organizzato per una coltivazione ad hoc, comprensivo di due serre “domestiche”, idonee alla crescita e alla conservazione delle piante, non privo delle necessarie accortezze e curato nei minimi particolari. Considerate le notevoli e particolari proprietà organolettiche della piantagione, la droga sequestrata avrebbe consentito di produrre non meno di due chilogrammi di cannabis in 90 giorni. Su disposizione del pm Giuseppe Falasca, l’uomo è ora a Madonna del freddo. (a.i.)

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