Coltiva marijuana nell’area protetta

Carabinieri e Forestale scoprono una piantagione di cannabis nella riserva: 11 chili di foglie, avrebbero fruttato 50mila euro
ROCCA SAN GIOVANNI. Tra animali e piante protette spunta... una piantagione di marjuana. E che piantagione quella messa su da Mauro Verì, 37enne roccolano, niente di meno che nella riserva naturale Grotta delle Farfalle. Una distesa di piante di cannabis indica alte 2,5 metri, scoperta e sequestrata dai carabinieri assieme agli 11 chili di fogliame che aveva prodotto, utili per confezionare almeno 31.000 dosi di marjuana per un valore di oltre 50mila euro. Il coltivatore diretto di marjuana è stato posto agli arresti domiciliari e deve rispondere, oltre che di coltivazione illecita di cannabis, anche di detenzione di droga ai fini di spaccio perché al momento dell’arresto, in casa, aveva un bilancino di precisione e altri 20 grammi di sostanza stupefacente. A scoprire la piantagione sono stati i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Lanciano, guidati dal capitano Massimo Capobianco, assieme alla Forestale, tutti coordinati dal procuratore capo facente funzioni Rosaria Vecchi. Non è stato affatto semplice scovare la piantagione nella riserva, conosciuta per le sue bellezze naturali, per essere un sito di importanza comunitaria tra i comuni di San Vito e Rocca San Giovanni. E per Verì quella della Grotta delle Farfalle era veramente un’area protetta, perfetta per proteggere la sua piantagione di cannabis. E per far crescere bene le piantine grazie alla presenza di torrenti per irrigarle, di sole e di una fitta vegetazione che poteva nasconderle: minima spesa, massimo rendimento. Non a caso i carabinieri e la Forestale hanno trovato l’area dopo aver osservato l’operaio per giorni. Per raggiungere la piantagione bisognava passare attraverso dei rovi. Nulla di strano, c’è un bosco. Invece quei rovi nascondevano un tunnel al termine del quale si apriva il paradiso naturale della cannabis: una distesa di piante con fusto alto 2,5 metri in fiorescenza. I militari l’hanno sequestrata e hanno preso il fogliame del peso di ben 11 chili. Al sequestro avvenuto il 29 settembre sono seguiti poi accertamenti, mediante analisi di laboratorio, che hanno permesso di verificare che il fogliame era atto a produrre circa 31.000 dosi pronte alla vendita che avrebbe fruttato circa 50.000 euro. Il gip Massimo Canosa, accogliendo la richiesta della procura, stante la gravità del reato, l’estensione della piantagione e la notevole quantità di produzione dello stupefacente, ha posto l’operaio ai domiciliari. Al momento dell’arresto l’uomo è stato trovato in possesso di altri 20 grammi di marjuana e di un bilancino di precisione: risponde anche di detenzione di droga ai fini dello spaccio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

