Commenti su D’Alfonso e sanità In tre nei guai per diffamazione

3 Luglio 2019

ATESSA. Commentano su Facebook delle notizie riguardanti l’allora presidente della Regione Luciano D’Alfonso, ma per l’accusa lo avrebbero fatto con veemenza, in modo offensivo, e quindi sono finiti...

ATESSA. Commentano su Facebook delle notizie riguardanti l’allora presidente della Regione Luciano D’Alfonso, ma per l’accusa lo avrebbero fatto con veemenza, in modo offensivo, e quindi sono finiti a processo per diffamazione. Si tratta di tre cittadini di Atessa incensurati, D.D.P., 53 anni; M.C., 44 anni, rappresentati dall’avvocato Tito Antonini, e A.G., 37 anni, difeso da Giovanna Ceroli. A scatenare i commenti sarebbe stata la sanità, tema che cattura l’attenzione di tutti e che ad Atessa da anni è al centro della politica cittadina per via delle sorti dell’ospedale che doveva essere ridimensionato a “Casa della salute di terzo livello”, poi dopo proteste e lotte, è diventato ospedale di area disagiata, almeno sulla carta.
I post finiti a processo riguardano il budget sanitario. Per il sostituto procuratore del tribunale di Lanciano, Francesco Carusi, i tre avrebbero offeso la reputazione di Luciano d'Alfonso «in proprio e nella qualità di presidente della giunta della Regione Abruzzo», pubblicando su Facebook, su una pagina atessana, nel luglio 2015, dei commenti fatti sulla base di alcune notizie stampa riguardanti i provvedimenti firmati da D’Alfonso per la rideterminazione del budget in favore della sanità abruzzese. I tre definiscono D’Alfonso come un «delinquente», «una persona che ha passato più tempo nelle aule di tribunale che al lavoro». Definiscono poi la magistratura italiana «corrotta». Poi uno dei tre si sofferma sull’estinzione del reato di corruzione, di cui era accusato l’ex presidente, per prescrizione. Infine un post su un commento di un giornalista del Corriere della Sera intervenuto alla convention organizzata da Alfonso il 4 luglio 2014, in cui è scritto «forse la gente ha solo bisogno di giustizia e magari di poter avere la prova della sua esistenza un po’ più spesso». Commenti che per il legale, Antonini, non sono affatto offensivi, riprendono frasi di altre persone, come si dimostrerà nelle udienze a partire dal 24 settembre. Un processo che accende i riflettori sul problema dei commenti sui social dove spesso si scrive di getto, senza pensare alle conseguenze, anche penali, delle proprie azioni. (t.d.r.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .