Commerciante vende l’auto rubata
Sequestrata Fiat 500L pronta per il ritiro: scoperti numero di telaio contraffatto e documenti falsi. Ora la rivendita rischia la chiusura
CHIETI. Quella Fiat 500L, pronta per essere venduta, era stata rubata due mesi fa in provincia di Campobasso. Ma, attraverso documenti farlocchi e il numero di telaio contraffatto, il titolare di una rivendita aveva “ripulito” l’auto, spacciandola come proveniente dalla Germania, e stava per ingannare un cliente ignaro di tutto.
L’arrivo degli agenti della polizia stradale di Chieti, diretti dal commissario capo Fabio Polichetti, ha evitato che l’imbroglio andasse in porto. L’imprenditore è stato così denunciato per ricettazione. Ma i guai, per lui, possono anche non finire qui: nella sua attività sono state trovate due impiegate in nero e, adesso, rischia la chiusura. L’ultima scoperta rientra nei controlli a tappeto che vedono in prima linea la squadra di polizia giudiziaria della Stradale, che ha potenziato le verifiche amministrative nei rivenditori di auto usate che operano in tutta la provincia teatina. L’obiettivo è quello di accertare la regolarità gestionale delle attività, in modo tale da stanare i furbetti che inquinano il mercato truffando i clienti e facendo concorrenza sleale agli imprenditori che, al contrario, rispettano le regole.
In poche settimane sono stati ispezionati più di 10 esercizi commerciali. In uno di questi, l’attenzione degli agenti si è concentrata su una Fiat 500L, nuova di zecca rispetto alle altre vetture disponibili. L’auto si presentava in ottime condizioni ed era messa in messa in vendita come veicolo di provenienza estera e, quindi, ancora con la targa prova. I primi sospetti sono emersi quando i poliziotti hanno esaminato la carta di circolazione: l’auto era di colore grigio antracite, ma dalla documentazione risultava nera. Sono dunque scattati controlli più approfonditi ed è venuto fuori che il numero del telaio era stato alternato e risultava abbinato a una Fiat 500 di colore bianco. L’ennesima conferma che l’auto era di provenienza illecita è arrivata quando, da ulteriori accertamenti, la Stradale ha scoperto che l’auto era stata rubata lo scorso gennaio in Molise. Tutta la documentazione presentata dal titolare, peraltro fotocopiata, era quindi contraffatta. Per l’imprenditore è partita la segnalazione alla procura, mentre la Fiat 500L è stata sequestrata. L’uomo ha giurato di non saperne nulla, ma la sua versione è stata ritenuta poco credibile dagli investigatori. Durante i controlli due dipendenti della rivendita non sono risultate in regola: erano impiegate senza un contratto di lavoro a norma di legge. Ecco perché la Stradale ha inoltrato una segnalazione all’Ispettorato del lavoro: il titolare della rivendita auto rischia pesanti sanzioni fino alla chiusura. Le verifiche nel settore delle auto usate proseguono anche nelle prossime settimane.
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