Commissionano un funerale, ma è un truffa: tre denunciati

5 Giugno 2021

CHIETI. Ha contattato al telefono un’agenzia di pompe funebri commissionando l’organizzazione del funerale per sua madre in fin di vita. Ma, in realtà, era tutta una messinscena: l’autrice della...

CHIETI. Ha contattato al telefono un’agenzia di pompe funebri commissionando l’organizzazione del funerale per sua madre in fin di vita. Ma, in realtà, era tutta una messinscena: l’autrice della chiamata e due complici, dopo aver truffato ben duemila euro all’impresa, sono stati scoperti dai carabinieri e denunciati alla procura di Chieti.
È la metà di febbraio quando un’impresa funebre con la sede alle porte del capoluogo teatino riceve telefonicamente la richiesta di una donna che dice di avere la mamma in fin di vita e che, a breve, dovrà organizzare il funerale. Non solo: fornisce tutte le informazioni necessarie, come l’indirizzo dell’anziana e la chiesa in cui ci sarà l’ultimo saluto. Nasce così una conversazione via chat con la proprietaria dell’impresa: le due donne si accordano per un anticipo di duemila euro.
Qui cominciano i problemi: la cliente prospetta alcune difficoltà di pagamento tramite bonifico perché il fratello, che dovrà contribuire alla spesa, è un «cattivo pagatore», dunque necessariamente deve anticipare la somma tramite la ricarica di una carta prepagata. Per fare questo, invita l’impresaria a recarsi con la propria carta bancomat alla sportello automatico più vicino e a digitare alcuni codici che poi le serviranno per la stampa di un vaglia di accredito da presentare in banca per l’immediato ritiro del denaro contante. Ma i quattro codici, in realtà, altro non sono che i seriali di carte prepagate sulle quali la vittima versa inconsapevolmente all’incirca duemila euro. Quando l’impresaria si accorge di essere stata truffata, è ormai troppo tardi. Dalla banca le spiegano quello che è accaduto e che non è possibile annullare le operazioni. Nel momento in cui contatta al telefono la finta cliente, lei interrompe la telefonata e blocca l’utenza dell’interlocutrice.
Una volta ricevuta la denuncia, i militari risalgono agli intestatari delle carte e, dopo aver concluso altri accertamenti, riescono a denunciare tre persone con precedenti specifici: un 50enne di Sambuceto, un 25enne campano e una 30enne di Montesilvano, già in passato protagonista di una truffa analoga. (g.let.)
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