Commissioni consiliari, scoppia la polemica

13 Marzo 2022

Di Biase (FdI) accusa: «Ferme per le crisi della maggioranza, così la città non viene amministrata»

CHIETI . «Macchina amministrativa ferma» a causa dello stop delle commissioni consiliari. È l’accusa del capogruppo di Fratelli d’Italia, Carla Di Biase, che parte dalle dimissioni di due presidenti di commissione per tornare a sostenere l’ipotesi dell’instabilità politica della maggioranza del sindaco Diego Ferrara. «Per quanto riguarda le commissioni, siamo ormai fermi. La giunta va avanti con decisioni prese per conto proprio, nel segreto delle sue stanze, mentre le commissioni non si muovono. Due dei presidenti si sono dimessi e tra loro c’è anche l’unico che aveva fatto lavorare davvero la commissione».
Di Biase si riferisce alle dimissioni del consigliere Enrico Iezzi dalla presidenza della commissione commercio e di Barbara Di Roberto da quella statuto e regolamenti. Il riferimento a «l’unica commissione che funzionava veramente» è destinato proprio a Di Roberto. Secondo Di Biase, infatti, le commissioni consiliari si riuniscono pochissimo, «tanto è vero», aggiunge, «che anche il consigliere Bruno Di Iorio ha richiesto formalmente la convocazione della commissione sanità che, di fronte ai tanti problemi sanitari, resta incredibilmente in silenzio».
Come vicepresidente della commissione statuto e regolamento, Di Biase chiede ufficialmente al presidente del consiglio comunale Luigi Febo di convocare la stessa per poter eleggere un nuovo presidente. «La verità», dice Di Biase, «è che la commissione è ferma a causa di beghe interne alla maggioranza. E in particolare tra l’area civica, che fa capo al vicesindaco Paolo De Cesare, e l’area di centrosinistra. I contrasti interni stanno provocando inefficienza e inefficacia di questa amministrazione fondata sul puro accordo politico, pronto a vacillare appena qualcuno ne sottolinea la precarietà. Le dimissioni di Di Roberto sono l’evidente manifestazione di ciò che sta avvenendo. Il Pd, che dovrebbe essere il punto forte della coalizione», aggiunge, «resta invece muto, costretto a subire l’accordo con l’alleato. Il presidente Febo sembra guardare da un’altra parte. Ho sollecitato una sua risposta, ma al momento c’è solo silenzio. Evidentemente», conclude, «è più impegnato nella battaglia per la supremazia all'interno della coalizione». (a.i.)
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