Compostaggio, 10 aziende contro l’impianto

7 Aprile 2017

Si oppongono al progetto di Ecolan che ha avuto l’ok dalla Regione. La società: non ci sono rischi

LANCIANO. Ha ricevuto il placet della commissione Via (valutazione di impatto ambientale), il progetto per l’impianto di compostaggio per il recupero della frazione organica dei rifiuti - la cosiddetta Forsu proveniente dalla raccolta differenziata - proposto dalla EcoLan spa che investirà nell’impianto circa 8milioni di euro. Ma dieci aziende si sono opposte al progetto e hanno presentato delle osservazioni in Regione su una serie di aspetti ambientali, strutturali e di inserimento nel territorio di una struttura che sarà in grado di lavorare 40mila tonnellate di rifiuti organici, di cui 10mila tonnellate sono costituite da “strutturante”, ovvero materiale per la produzione di compost. Le aziende sono tutte nei pressi della zona scelta per l’impianto, nell’area industriale di Lanciano, in località Bel Luogo, e sono Castello di Septe, Aganippe Pavimenti, Cinquina srl, Di Cicco Antonio srl, Fas srl, azienda agricola Pasquini Claudio, Pierburg Pump tecnology Italy spa, Icom srl, Airmoving e Mar Press srl. Numerose le osservazioni, tra cui la vicinanza a siti di interesse storico, archeologico e monumentale, gli effetti dell’impianto su aria, acqua e suolo, l’inidoneità del sito prescelto (all’interno di una ex cava) e, non ultimo, l’effetto cumulo con altri impianti limitrofi come le discariche dismesse ex Semataf e Serre, la discarica in esercizio della EcoLan per il trattamento di rifiuti non pericolosi, la piattaforma per i rifiuti secchi, l’impianto mobile di trattamento meccanico dei rifiuti urbani. E ancora, l’impianto di produzione di energia da combustione di biogas da discarica, impianto di trattamento di rifiuti speciali e industriali (New Deal), l’impianto Arap per il trattamento di reflui e rifiuti liquidi e i due impianti industriali Compi srl e Pierburg spa.

Ma la EcoLan, che si è attenuta nella progettazione presentata a tutte le prescrizioni imposte dalla commissione regionale Via, ha già presentato le sue controdeduzioni. «Come dimostrato dalla valutazione sull’effetto cumulo degli impatti emissivi e odorigeni dell’impianto di compostaggio e della limitrofa discarica consortile», precisa l’azienda dei rifiuti, «la realizzazione in progetto non comporterà variazioni significative della salubrità dell’aria e del clima olfattivo dei recettori individuati nella valutazione stessa. In mancanza di altri rischi, già valutati ed esclusi, non è stato necessario effettuare ulteriori indagini». (d.d.l.)