Comune-Chieti calcio, prime tensioni. Ferrara: «La legge va rispettata»

3 Novembre 2024

Il sindaco replica dopo il richiamo arrivato dal presidente Di Labio: «Un ente pubblico non può essere governato dai desideri dei privati»

CHIETI. «Un ente pubblico non può essere governato dai desideri di un privato in termini di tempo e procedure». Il sindaco Diego Ferrara risponde con fermezza, e con un certo fastidio, alla lettera di richiamo del presidente del Chieti calcio Gianni Di Labio che sollecitava le istituzioni alla tempestività e all’efficienza sui progetti che la società neroverde ha in cantiere per rilanciare lo sport e la città.
Il centro sportivo all’ex Ciapi, il nuovo stadio al Villaggio Mediterraneo, il contributo promesso alle famiglie per la mensa scolastica e la disponibilità a rattoppare le buche stradali della città: tutte iniziative che il Chieti ha messo in cantiere e teme che possano essere ostacolate dai tempi della burocrazia. Così nasce il botta e risposta a distanza tra Ferrara e Di Labio pochi giorni dopo il viaggio a Roma dove insieme, nella sala stampa della Camera dei deputati, avevano presentato il progetto Teti mostrando coesione e unità d’intenti. La lettera di Di Labio ha spiazzato il sindaco, acceso le polemiche e creato le prime tensioni tra Comune e Chieti calcio.
«Carissimo Gianni», scrive Ferrara, «non ti nascondo il mio stupore nel veder pubblicata sui social la tua lettera, dei cui contenuti abbiamo avuto più volte occasione di parlare anche durante il viaggio a Roma. E sai altrettanto bene quanto non solo io, ma tutta questa amministrazione, abbia preso in seria considerazione le proposte di collaborazione e condivisione progettuali di Altair D’Arcangelo e del suo gruppo dirigente. Sai altrettanto bene, essendo stato anche tu parte di un’amministrazione pubblica in passato, quanto la forma di cooperazione tra soggetti privati e pubblici sia soggetto a norme amministrative e giuridiche stringenti. Tutto questo richiede tempo da parte dei settori tecnici di un ente che è ben consapevole dell’opportunità rivoltagli, ma obbligato nello stesso tempo a fare le cose per ordine di priorità. E sono certo che non ti sfuggano le tante emergenze che si stanno affrontando, il bilancio ad esempio e, non ultima, proprio la riattivazione della mensa scolastica».
Ferrara non vuole invasioni di campo e chiede il rispetto dei ruoli. «Se fare le cose per bene entusiasma chi se ne fa artefice, l’eccesso di adrenalina potrebbe generare l’erronea convinzione che nella sinergia fra pubblico e privato, che a Chieti ci sta consentendo di fare tante cose vista la condizione di dissesto della città, il pubblico possa essere governato dai pur legittimi desideri del privato in termini di tempo e procedure».
Di Labio aveva rimarcato i ritardi nella pubblicazione del bando per la mensa scolastica, indispensabile per erogare il contributo che il Chieti ha promesso alle famiglie. «Ti assicuro che la collaborazione e il sostegno che chiedi al Comune sono già in atto», conclude Ferrara, «e in procinto di concretizzarsi negli adeguati bandi di interesse pubblico che a breve saranno pubblicati».
La prossima partita tra Comune e Chieti si giocherà in settimana: è corsa contro il tempo per riaprire i distinti dello stadio Angelini e aumentare la capienza a 5mila spettatori per la gara del 10 novembre con la Sambenedettese. Domani il Chieti dovrebbe presentare il progetto dei lavori, entro mercoledì dovrebbe riunirsi la Commissione vigilanza e spettacolo per dare l’autorizzazione. «Ce la stiamo mettendo tutta», dice Di Labio, «speriamo di farcela».
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