Comune e associazioni: patto anti-povertà

Chieti. Progetto per sostenere il reinserimento sociale e lavorativo con i gruppi del terzo settore
CHIETI. Accogliere e sostenere in un percorso di reinserimento sociale e lavorativo chi è in una condizione di povertà estrema. È quanto prevede il progetto Prins attivato dall’amministrazione comunale in sinergia con una serie di associazioni del territorio. Il progetto, presentato ieri dal sindaco Diego Ferrara, dall’assessore alle politiche sociali Mara Maretti e dal consigliere Silvio Di Primio, parte a metà febbraio e dura un anno, ma il Comune conta di portarlo avanti nel tempo approfittando di vari finanziamenti europei. Per questo primo anno l’amministrazione è riuscita ad assicurarsi 134mila euro.
Presente in conferenza stampa anche il coordinatore del progetto Carmine Tontodimamma, che ha spiegato l’importanza di fare rete con le associazioni che si occupano di questa problematica. Molte di esse sono intervenute in conferenza stampa: da Paola Rutolo dell’associazione Teatelier a suor Annarita Alessandri, referente del Centro Santa Luisa, Marina Orsini, vice presidente dei Gruppi del volontariato vincenziano di Chieti.
Del progetto fa parte anche l’associazione Amare sempre, amare tutti, diretta da Luca Fortunato e la Capanna di Betlemme. «Sono stati anni difficili», ha detto Ferrara riferendosi ai primi anni di mandato, «ci siamo insediati in piena pandemia, poi il caro-bollette e le tante difficoltà economiche del Comune: ma nonostante tutto stiamo facendo salti mortali per sostenere chi ha bisogno». Comune e associazioni strutturano una rete di contrasto alla povertà estrema e di supporto delle situazioni di difficoltà. «Prins esiste dal 2017», ha affermato Maretti, «le risorse non sono state utilizzate dalle precedenti amministrazioni, noi abbiamo cominciato a farlo dallo scorso anno, creando la rete e studiando gli interventi più utili ed efficaci. Oltre a potenziare i servizi già esistenti, come la mensa, il finanziamento ci permette di strutturare un centro servizi con diversi sportelli a disposizione del settore. Accanto a questo attiveremo il Pronto intervento sociale 24 ore su 24, con un numero di telefono per comunicare direttamente con l’amministrazione e le associazioni. Passiamo dall’assistenza, all’attivazione di una vera presa in carico, con strategie di inclusione delle famiglie in condizione di povertà e andiamo oltre con l’aiuto di operatori che si occupano del reinserimento nel mercato del lavoro e nella vita di società».
Il progetto prevede anche interventi di mediazione linguistica culturale, azioni di monitoraggio per avere una fotografia dell’incidenza della povertà estrema in città, interventi di contrasto a problematiche legate al Covid, oltre al potenziamento dei servizi sociali esistenti. (a.i.)
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