Comune, fatture non pagate per 2 milioni

24 Aprile 2019

Decreto ingiuntivo del Consorzio di bonifica: l’amministrazione si oppone, se ne riparlerà nella prossima consiliatura

CHIETI. Fatture non pagate da oltre 2 milioni di euro per il servizio di depurazione delle acque. Il Consorzio di bonifica Centro rivuole indietro i soldi: va dal giudice e ottiene un decreto ingiuntivo. Ma l’amministrazione comunale si oppone, pur avendo riconosciuto il debito in un verbale tecnico. A metà maggio ci sarà la prima udienza, ma con i tempi della giustizia civile è molto probabile che la questione finirà sul tavolo della prossima amministrazione comunale.
L’ACCORDO DISATTESO. A ricostruire i rapporti tra i due enti è l’avvocato del Consorzio, Ugo Di Silvestre. Il legale allega agli atti l’accordo del 2009 tra Comune e Consorzio «che affida al Consorzio la gestione dei depuratori» di San Martino (di proprietà comunale al 30% e consortile al 70%), Valle Para e Buon Consiglio (entrambi solo del Comune) e del servizio di depurazione fino al 2011. Il 27 ottobre del 2011 i due enti hanno sottoscritto un ulteriore accordo intitolato “Atto di rinnovo dell’accordo di programma del 21 agosto 2009 per la gestione del servizio di depurazione della città di Chieti”. Il rinnovo, secondo quanto riferisce l’avvocato del Consorzio, ha durata ventennale. Tutto procede secondo i programmi sino a quando, ad aprile del 2017, il Comune inizia a non pagare più il Consorzio che continua a emettere ricevute fiscali. Stessa cosa nel 2018. Si arriva così a un debito di 2.081.841 euro. Il Consorzio cerca di farsi pagare ma, come sottolinea l’avvocato Di Silvestre, «non ha potuto, e non può, in alcun caso interrompere il servizio di depurazione, trattandosi di un servizio pubblico».
COMUNE INCHIODATO. Prima di arrivare al decreto ingiuntivo, il commissario consortile Luciana Di Pierdomenico tenta anche la strada del dialogo e della mediazione. E convoca il Comune a un incontro per cercare un accordo. L’incontro si svolge il 22 maggio 2018 nella sede consortile di Chieti. Per il Consorzio sono presenti il commissario e il direttore Stefano Tenaglia; per il Comune c’è solo il funzionario Luca Franceschini. Il verbale di quell’incontro inchioda il Comune alle sue responsabilità, perché viene sottoscritto anche dal funzionario che riconosce gli oltre 2 milioni di ricevute fiscali non pagate, per le quali il Consorzio richiede anche gli interessi di mora. «Pertanto», conclude il legale del Consorzio, «anche in base a detto verbale del 22 maggio 2018, il credito complessivo dovuto dall’esponente in forza delle ricevute fiscali in atti era (ed è tutt’ora, stante l’inadempimento del Comune) pari a 2.08.841 euro, il tutto oltre interessi di mora».
©RIPRODUZIONE RISERVATA