Comune in campo per aiutare Fabrizio

10 Maggio 2015

Il sindaco accusa l’Ater: in otto mesi non è riuscita a dare una casa adeguata alle esigenze del giovane tetraplegico

ORTONA. Torna prepotentemente alla ribalta il caso di Fabrizio Iezzi dopo l'articolo di ieri apparso sul Centro. Ma questa volta a tuonare è il Comune, e lo fa contro l'Ater. Non si è fatta attendere la risposta dell'amministrazione ortonese al fatto che Fabrizio, ventiquattrenne tetraplegico da trauma, aspetti ancora, dopo otto mesi, di poter rientrare in una casa che sia adeguata alle sue condizioni di disabile. Il Comune difende la propria posizione, «stiamo lavorando da mesi» dicono il primo cittadino, Vincenzo D'Ottavio, il vicesindaco, Nadia Di Sipio, e il consigliere delegato alle case popolari, Luigi Menicucci. Allo stesso tempo, però, punta il dito contro l'Ater, gestore della palazzina in cui vive la famiglia di Iezzi, per la sua inoperosità che non ha permesso finora una celere soluzione al problema. «Per le abitazioni di proprietà dell'Ater», rivela Menicucci, «purtroppo l’ente gestore non ha ancora consegnato le chiavi al Comune, impedendo di fatto all’amministrazione di poter soddisfare le esigenze abitative di famiglie in difficoltà come quella di Iezzi, ma anche di tante altre». Proprio il Comune sottolinea di aver più volte sollecitato, con lettere ed incontri, l'azienda territoriale per l'edilizia residenziale. Ma, riscontrato «l'immobilismo atavico» di quest'ultima, si è rivolta alla Regione, che «con l'assessore Donato Di Matteo si è mostrata attenta e sensibile al problema», spiega il vicesindaco Di Sipio. «Si stanno predisponendo atti affinché si possa in pochissimo tempo dotare l’attuale abitazione di Fabrizio di un ascensore che consenta al ragazzo di uscire di casa e di non restarvi segregato». Nel frattempo, però, il ventiquattrenne deve ancora attendere nella clinica di Villa Pini che arrivi il giorno del suo rientro a casa. Una condizione inaccettabile, lo sa bene anche il sindaco D'Ottavio: «Otto mesi sono tanti per rispondere ad un ragazzo che chiede solo di rientrare a casa, noi ne siamo consapevoli, ci siamo attivati immediatamente e abbiamo seguito il caso quotidianamente, cercando di smuovere gli enti competenti facendo tutto ciò che era in nostro potere, sollecitando anche la sensibilità degli amministratori regionali. Questo la madre di Fabrizio e Fabrizio lo sanno perché li abbiamo tenuti sempre informati delle nostre azioni». E poi conclude: «Speriamo ora che tutto si concretizzi al più presto per poter vedere di nuovo Fabrizio ad Ortona».

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