Comune in dissesto, ora s’indaga sull’amministrazione Di Primio

Dall’ex sindaco ad assessori, consiglieri e revisori dei conti: nel mirino la consiliatura dal 2015 al 2020 La Procura vuole conoscere i dati anagrafici, gli stipendi e i crediti maturati da ciascuno di loro
CHIETI. La Corte dei conti indaga sulle cause del dissesto economico-finanziario del Comune e accende i fari sul chi ha governato la città dal 2015 al 2020. Lo scorso 25 febbraio al protocollo del Comune è arrivato via pec un decreto istruttorio indirizzato alla segretaria comunale Celestina Labbadia. Il sostituto procuratore generale Maria Ciani le chiede una serie di informazioni sugli amministratori della passata consiliatura: dal sindaco Umberto Di Primio, agli assessori che hanno avuto l'incarico al bilancio, ai consiglieri di maggioranza che hanno votato i bilanci e ai revisori dei conti. La Corte chiede di avere risposta entro il 13 marzo prossimo.
LE RESPONSABILITà Com'era prevedibile, la Procura della Corte dei conti, ricevuta la delibera di dichiarazione del dissesto e i successivi atti, ha aperto un fascicolo. La notizia di un'indagine era circolata già a novembre scorso e l'ex sindaco Di Primio, intervistato dal Centro, aveva detto di sentirsi tranquillo. Il nuovo decreto istruttorio sta a significare che l'indagine va avanti. La Procura della Corte dei conti cerca di far luce su «fatti», si legge nel decreto, «da esaminare sotto il profilo della configurazione di possibili ipotesi di responsabilità amministrativo-contabile». Il sostituto procuratore ritiene necessario «acquisire elementi istruttori utili alla ricostruzione storica e documentale di fatti e circostanze concernenti gli episodi denunciati, ove del caso anche a favore dei presunti responsabili». E dunque si tratta di un atto che contempera le esigenze di tutti, compreso di chi si trova ora nel mirino dei giudici contabili.
I VECCHI AMMINISTRATORI Con il decreto istruttorio il sostituto procuratore generale Ciani chiede alla segretaria Labbadia una relazione informativa che risponda a sette domande. La prima riguarda gli estremi anagrafici (completi con attuale residenza e codice fiscale) dei «sindaci che si sono avvicendati dal 1-1-2015 al 31-12-2020» – e in questo caso si tratta di un solo amministratore, l'ex sindaco Di Primio – dei «consiglieri comunali che negli anni dal 2015 al 2020 hanno espresso voto favorevole in occasione dell'approvazione di ciascun bilancio preventivo e consuntivo dell'ente», degli assessori al bilancio e dell'organo di revisione in carica in quel periodo.
COSA CHIEDE LA CORTE La Procura vuole conoscere la retribuzione mensile lorda spettante a sindaco, assessori e consiglieri, «avendo cura di precisare al riguardo», viene specificato, «non solo l'importo delle somme liquidate ma anche l'ammontare dei crediti maturati da ciascuno di tali amministratori. Nell'ipotesi in cui i predetti amministratori abbiano presentato istanze per l'ammissione alla massa passiva del dissesto di crediti relativi a indennità e compensi», la Procura chiede di sapere quali siano state «le determinazioni assunte dall'Organismo straordinario di liquidazione del Comune». Per quanto riguarda i revisori, si chiede di sapere quale era il loro compenso mensile, «avendo cura di precisare al riguardo non solo l'importo delle somme liquidate ma anche l'ammontare dei crediti maturati da ciascuno di tali soggetti». Ulteriore richiesta riguarda «le deliberazioni del consiglio comunale di approvazione dei bilanci preventivi e consuntivi dell'ente negli anni 2015 al 2020» e «le deliberazioni consiliari di ripiano dei disavanzi accertati con l'approvazione dei rendiconti relativi alle annualità dal 2015 al 2020, con indicazione normativa, ove non direttamente evincibile dagli atti medesimi, dei consiglieri che abbiano espresso voto favorevole».
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