Comune, la maggioranza traballa Ferrara contestato da 7 consiglieri

7 Maggio 2023

Sotto accusa la fiducia all’assessore Della Penna dopo un mese di braccio di ferro con il polo civico Il centrosinistra lancia l’affondo al sindaco e chiede il rimpasto: «Necessario un cambio di passo»

CHIETI. Insistono sulla necessità di un «cambio di passo» per verificare «se ci sono le condizioni per andare avanti con il polo civico» che, tradotto fuori dal politichese, vuol dire richiesta immediata di rimpasto al sindaco Diego Ferrara. Il fuoco amico parte stavolta da sette consiglieri del centrosinistra: Edoardo Raimondi, Silvio Di Primio, Valentina De Luca, Alberta Giannini, Barbara Di Roberto, Andrea Rondinini e Paride Paci. Un gruppo trasversale che sceglie di uscire allo scoperto e tirare fuori tutti i malumori covati per settimane: dall’approvazione in consiglio della delibera salva Teateservizi senza i voti del polo civico fino alla recente riconferma della fiducia all’assessore Tiziana Della Penna, in quota Paolo De Cesare, decisione accompagnata dalla nomina di Angela Falcone a dirigente del servizio politiche sociali e abitative, sfociata poi nella rinuncia della delega alle Politiche della casa da parte dell’assessore Pd Enrico Raimondi.
Al di là dei proclami ufficiali di unità e compattezza, la coalizione di maggioranza si rivela più spaccata che mai. Il tutto alla vigilia della pubblicazione delle motivazioni con le quali la Corte dei conti non ha omologato il piano di riequilibrio finanziario, aprendo irrimediabilmente la strada verso il dissesto. «La conferma dell’assessora alle Finanze è l’occasione per avviare una seria riflessione sulle future prospettive dell’amministrazione Ferrara», scrivono in una nota i sette consiglieri, parlando di «paralisi politica e amministrativa» che andrebbe avanti da oltre un mese e chiamando in causa la «contrarietà netta» del polo civico al piano concordatario di Teateservizi. I sette consiglieri, pur non risparmiando stoccate alla precedente amministrazione Di Primio e ai consiglieri di minoranza «che in modo a dir poco schizofrenico ci addossano oggi le loro responsabilità», si soffermano in particolare sul «mancato controllo» di Della Penna sul rispetto dei parametri di rientro previsti dal piano di riequilibrio «nella possibile speranza di traghettare la città fuori dall’incombente dissesto, quantificato in 78 milioni di debiti e più», sulla «disorganizzazione degli uffici finanziari, con a capo l’attuale segretaria comunale che li dirige ad interim da settembre», al punto che la redazione del bilancio «è in forte ritardo e mette a repentaglio lo stesso piano concordatario della Teateservizi, fortemente avversato dalla stessa segreteria generale così come dall’assessora alle Finanze e dalla sua parte politica». «Una contrarietà», specificano, «che si traduce in un continuo porre ostacoli organizzativi e amministrativi e nel disattendere in modo preoccupante scelte democraticamente espresse, replicando il giochino stantio della vecchia politica chietina. Tutto ciò fa male alla città e alla democrazia». Il riferimento è ai ritardi nei pagamenti dovuti alla Teateservizi che «minano la tenuta dello stesso piano concordatario e quindi il risanamento della società partecipata, oltre a rappresentare una grave minaccia per decine di posti di lavoro».
«Riteniamo che su questi punti non vi sia e non vi debba essere alcuno scontro politico inutile, sterile e infantile», rimarcano i consiglieri, «ma solo che chi di dovere faccia il suo compito fino in fondo, contrariamente a quanto fatto finora. Ed è proprio per questo che, probabilmente, qualche mese fa, invece di bandire un concorso per il dirigente del II settore, si poteva ben pensare di dotare gli uffici finanziari di un vero dirigente, considerando che il titolare (artefice insieme all’assessora alle finanze del piano di riequilibrio oggi bocciato) è assente da settembre e, presumibilmente, non tornerà più al lavoro». «Non è più il momento di tergiversare. Noi consiglieri, espressione di una parte consistente di questa maggioranza, chiediamo un vero cambio di passo tanto in consiglio quanto in giunta», dicono, prima di chiosare con un avvertimento: «Se su questi temi assisteremo ancora a perdite di tempo e a decisioni a dir poco inappropriate sul piano politico e amministrativo, è chiaro che verranno meno tutti i presupposti utili per proseguire una simile esperienza amministrativa».
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