Comune, nuovi equilibri politici dopo le dimissioni di Campitelli

25 Agosto 2023

Verso una formazione civica il gruppo consiliare della Lega che fa capo all’ex assessore regionale  Il Carroccio in giunta ha il vicesindaco Ranieri e la delegata Amoroso, quattro gli eletti in aula

LANCIANO. Le recenti vicende politiche all'Emiciclo potrebbero provocare un uragano a Palazzo di città. È lo scenario che si delinea a seguito dell'abbandono della Lega da parte dell'assessore regionale Nicola Campitelli, di Castel Frentano, che mercoledì ha annunciato la sua scelta di lasciare le fila del partito di Salvini e di rimettere le deleghe nelle mani del presidente della Regione, Marco Marsilio. Nell'amministrazione di centrodestra di Lanciano, a guida Filippo Paolini, cominciano quindi a scaldarsi gli scranni. La Lega ha un nutrito gruppo di componenti nella coalizione, a cominciare dal vicesindaco Danilo Ranieri, con deleghe cardine tra cui le finanze; dall'assessora alle politiche sociali, Cinzia Amoroso, fino al gruppo di consiglieri Paola Memmo, Dalila Di Loreto, Giuseppe Luciani e Michele La Scala. Il gruppo è sempre stato molto coeso e politicamente vicinissimo all'assessore Campitelli.
È d'obbligo quindi - cosa che avverrà nelle prossime ore secondo quanto appreso nell'ambiente del Carroccio - un cambio di indirizzo. I quattro consiglieri e i due assessori, pur tenendo salda la fiducia al sindaco Paolini, decideranno di lasciare il partito per confluire in un gruppo misto o in un gruppo civico tutto ancora da creare. Non è in vista, almeno per il momento, una migrazione verso Fratelli d'Italia, cosa che sembrerebbe ovvia in vista delle regionali 2024 e in considerazione di una scelta che sembra obbligata per lo stesso Campitelli. Per il momento le cose restano in stand-by.
Ma se migrazione dovrà essere, e a Palazzo di città ci si prepara da settimane a un mutato scenario, a quel punto gli equilibri politici e amministrativi salteranno. Il partito di Giorgia Meloni a livello locale appare debole e spossato da dissidi interni. Da mesi non si riesce ad eleggere un nuovo direttivo. Se il gruppo ex Lega dovesse vestire in massa le casacche del principale partito di governo, allora ci sarebbero i presupposti per far cadere la giunta, oltre che fagocitare i militanti attuali. Fratelli d'Italia si troverebbe ad occupare quasi tutte le caselle, cosa che probabilmente potrebbe far storcere il naso ad altri alleati della squadra di Paolini.
Rimpasto in vista? E che ne sarebbe delle società partecipate e dell'Ater, che vede alla sua presidenza a Lanciano il leghista Fausto Memmo? In ottica regionali il caos si infittisce. Se Campitelli dovesse scegliere il partito del presidente Marsilio, a Lanciano l'attuale assessore ai lavori pubblici, Paolo Bomba, in odore di candidatura, dovrebbe dover fare un passo indietro. Uno scenario che aprirebbe definitivamente le porte alla discesa in campo per la Lega dell'imprenditore Donato Di Campli, da sempre sorretto dal sottosegretario e coordinatore regionale Luigi D'Eramo che vede altri importanti sostenitori in città, tra cui il consigliere di Alleanza con Paolini, Fernando De Rentiis.
Si respira dunque un certo fermento a Palazzo di città. E se tra i partiti i giochi sono ancora da definire, cosa faranno leliste civiche? L’assessore Tonia Paolucci, ad esempio, la più votata in assoluto con 801 preferenze alle comunali, accetterà ancora di stare a guardare?
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