Comune-Parco Paglia scontro da 520mila euro

Di Primio chiede il pagamento degli oneri di urbanizzazione per hotel e capannoni Ma la società contesta l’importo e vuole l’esenzione: la parola a un consulente
CHIETI. È uno scontro giudiziario da 520mila euro. Uno contro l’altro ci sono il Comune, che presenta il conto degli oneri di urbanizzazione e dei costi di costruzione, e la società Parco Paglia srl che ha realizzato un albergo 4 stelle con 88 camere e due suite e capannoni artigianali in via Piaggio. Il contenzioso davanti al Tar di Pescara ruota intorno ai conteggi eseguiti dall’amministrazione Di Primio: il Comune, che inizialmente aveva quantificato in 700mila euro la cifra da versare, adesso ne vuole 520mila dopo una «rideterminazione» della somma; la società, assistita dall’avvocato Maria Sirolli, contesta quell’importo e chiede l’annullamento delle cartelle di pagamento mandate dalla Teateservizi.
Il Comune, con gli avvocati Marco Morgione e Patrizia Tracanna, richiede oneri di urbanizzazione e costi di costruzione per 8 permessi edilizi rilasciati tra il 2006 e il 2011 «per la realizzazione nella zona industriale di Chieti Scalo di un insediamento per attività produttive e di servizio denominato Parco Paglia-Centro artigianale integrato». Nel 2014, la Teateservizi aveva chiesto per la prima volta «la regolarizzazione di quanto dovuto». Nel 2015, sempre la Teateservizi aveva sollecitato la Parco Paglia «a provvedere al versamento». Ma, nello stesso anno, dopo le controdeduzioni della società, il settore urbanistica del Comune ha ritoccato la cifra al ribasso con un atto firmato dalla dirigente Silvana Marrocco: non più 700mila ma 520mila euro. Anche su questa somma, però, non c’è accordo mentre, per i costi di costruzione, la società ne chiede l’esenzione: il muro contro muro al Tar è tutto qui.
Adesso, l’ordinanza del Tar, firmata dalla presidente Renata Emma Ianigro l’11 marzo scorso, dà il via libera a una «verificazione»: «Ai fini della verifica della legittimità dell’operato dell’amministrazione, appare opportuno accertare e distinguere in modo analitico nonché esporre con calcolo dettagliato a quale titolo gli importi sono stati complessivamente richiesti alle ricorrenti con l’ultimo provvedimento di rideterminazione del 5 settembre 2017 dal Comune di Chieti, e cioè, con riferimento a ciascun permesso di costruire e distintamente per gli oneri di urbanizzazione e contributi di costruzione, per quali opere ed edifici essi sono stati calcolati e sulla base di quali parametri normativi». Entro 60 giorni sarà il dirigente del settore Pianificazione e gestione territoriale del Comune di Montesilvano, l’architetto Valeriano Mergiotti (o un suo delegato) a rispondere al quesito posto dal Tar e dovrà farlo «con chiarezza e sinteticità, e con specifici e dettagliati rinvii alla documentazione rilevante». Poi, il caso tornerà in aula il 6 marzo del 2020 per «l’ulteriore trattazione nel merito».
«In base al quesito posto dal Tar», dice l’assessore al patrimonio Maria Rita Salute, «è evidente che la somma sia dovuta. Ora aspettiamo che il consulente faccia i calcoli e, poi, il Comune avrà la cifra che verrà accertata giudizialmente».

