Comune, scontro sugli incarichi: «Avvisi pubblici per gli avvocati»

25 Aprile 2023

L’opposizione propone in commissione un nuovo regolamento per gli affidamenti legali esterni  La consigliera Pompilio: «Manca la trasparenza». L’assessore Raimondi: «Le norme già ci sono» 

CHIETI. Lo scontro sull’incarico da 9.000 euro allo studio legale Brancadoro-Mirabile per la rivisitazione del lavoro degli uffici comunali e la partecipazione all’udienza del 20 aprile scorso in Corte dei conti sul piano anti dissesto, si sposta in commissione statuto e regolamenti. Dopo gli attacchi al sindaco Diego Ferrara e alla sua giunta per quella che è stata bollata come una «consulenza d’oro inutile», l’opposizione adesso punta a riscrivere il regolamento sull’affidamento degli incarichi legali esterni all’insegna della trasparenza e della rotazione dei professionisti.
La seduta di ieri mattina della commissione statuto e regolamenti del Comune di Chieti, convocata dalla presidente Serena Pompilio, alla quale ha partecipato anche l’assessore agli Affari legali Enrico Raimondi, ha avuto all’ordine del giorno proprio la stesura di nuove norme finalizzate al conferimento degli incarichi legali del Comune. L’obiettivo è emanare un avviso pubblico per predisporre un elenco di avvocati suddivisi per materia e competenza, idonei ad assumere la difesa dell’Ente nei casi non coperti dall’avvocatura comunale. «In questo modo», sostiene la consigliera Pompilio (Azione politica), «si evitano scelte arbitrarie, troppo spesso ammantate sotto la coltre della discrezionalità. Ad oggi il Comune ne è sprovvisto, diversamente da tutti gli enti pubblici che invece ne fanno uso». Il riferimento è all’ultima consulenza, approvata con una delibera di giunta, che ha portato l’amministrazione ad accantonare 9.000 euro (7.000 per il compenso dei due avvocati Gianluca Brancadoro e Carlo Mirabile più altri 2.000 euro di spese generali e Iva) attinti dal capitolo di bilancio relativo alle spese per liti e arbitraggi. L’incarico esterno allo studio legale di Roma e Milano ha già prodotto una segnalazione all’ordine degli avvocati di Chieti «affinché prenda posizione avverso lo svilimento della professionalità degli iscritti al nostro antico e nobile Foro», si legge nel documento presentato da Gianpaolo Lufrano al presidente dell’Ordine Goffredo Tatozzi. Adesso, anche a seguito dell’istanza di rinvio rigettata dalla Corte dei conti e della bocciatura del piano di riequilibrio finanziario, l’opposizione chiede un nuovo regolamento per consentire la scelta dei professionisti esterni «sulla base di criteri di trasparenza e oggettività». «Ad oggi, invece, la scelta è rimessa all’insindacabile giudizio della giunta», rimarca Pompilio, «la quale non deve attenersi a criteri di competenza e trasparenza né valutare gli ambiti applicativi. L’emanazione di un avviso pubblico per tutti gli avvocati che volessero iscriversi, come avviene in tutte le realtà pubbliche, consentirebbe un sistema di rotazione e di oggettività». «Il regolamento proposto, mutuato da quello già in essere anche presso l’ordine degli avvocati», conclude Pompilio, «garantirebbe la classe forense da scelte che non si basano sulla competenza o sull’imparzialità».
L’assessore Raimondi si dice «aperto a dialogare», pur sottolineando il ruolo chiave ricoperto dall’avvocatura interna. «Il nostro regolamento», spiega, «già prevede la possibilità di rivolgersi all’esterno nei casi in cui il nostro ufficio legale è impossibilitato a patrocinare l’Ente in giudizio. Ribadiamo la massima disponibilità a collaborare, ma evitiamo di ingenerare false aspettative: dall’elenco di avvocati esterni potremo attingere solo per casi residuali, anche in ragione della normativa sopravvenuta sull’equo compenso».
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