Comune senza soldi, gli allarmi ignorati

Ecco gli avvertimenti della Corte dei Conti mai raccolti: finanze in peggioramento dal 2007, ora il buco sfiora i 16 milioni
CHIETI. Tra il 2006 e il 2007 i conti del Comune cominciano a «peggiorare». Suscitando le prime «serie perplessità» della Corte dei Conti che aveva richiamato l’«attenzione» del consiglio comunale di allora, targato centrosinistra, di fronte ai «fattori di rischio». Ma la politica ha ignorato gli avvertimenti della Corte dei Conti e, da allora in poi, il buco è cresciuto sempre di più fino a toccare la quota massima di 15,7 milioni. Un punto di non ritorno secondo il collegio dei revisori dei conti che, nell’ultimo verbale, invitano l’amministrazione Di Primio a prendere in considerazione la possibilità di dichiarare il predissesto finanziario. Cioè un contributo dallo Stato di 15 milioni di euro ma tasse ancora più alte per i residenti, vincoli di spesa per il Comune e tagli ai servizi.
È una storia che parte da oltre 10 anni fa quella delle finanze disastrate del Comune e che travolge almeno due amministrazioni: quella dell’ex sindaco Pd Francesco Ricci, che ha governato tra il 2005 e il 2010, e quella del sindaco Umberto Di Primio, in municipio dal 2010. In una relazione di 11 pagine del 12 marzo 2009, inviata ai vertici dell’amministrazione Ricci e a tutti i consiglieri dell’epoca, la Corte dei Conti aveva denunciato già il «peggioramento dell’equilibrio economico rispetto al risultato dell’esercizio precedente». I giudici contabili avevano scoperto «gravi irregolarità» nella liquidazione dell’ex istituzione Teatro Marrucino. E il documento prosegue certificando anche che «il conto del patrimonio non rappresenta compiutamente la situazione patrimoniale e finanziaria del Comune».
Un allarme che, a quanto pare, è rimasto inascoltato tra controlli «mancati», «assenti» e inesistenti». Fino alle ultime due segnalazioni che certificano un rosso fisso: il 27 settembre dell’anno scorso, la sezione di controllo denuncia «un disequilibrio di cassa pari a meno 14,9 milioni di euro» chiedendo «un costante monitoraggio visto che l’esistenza di disavanzi significativi può essere sintomo di una non sana gestione finanziaria». Ma, dal 27 settembre alla fine dell’anno, l’anticipazione di cassa – un debito che il Comune contrae con la banca che gli fa da tesoreria – è aumentata di quasi un milione di euro attestandosi a 15.771.022,60 euro.
L’11 gennaio scorso ecco l’ultimo avvertimento con la Corte dei Conti che svela «l’inadeguatezza del controllo sugli organismi partecipati». E quindi anche sulla Teateservizi, proprio l’ente che gestisce con «forte criticità», così dicono i revisori, la riscossione delle tasse. «Troppi evasori», per il sindaco, che mettono a rischio la tenuta dei conti del Comune: ora Di Primio potrebbe puntare su Agenzia delle Entrate e Riscossione per stanare i cittadini che non pagano le tasse.

