Comune, settori uniti sotto un maxi dirigente E la giunta non si tocca

Il sindaco Paolini spiega come è stato riorganizzato Palazzo di città «Abbiamo metà dipendenti del 2001, ma con ottime professionalità»
LANCIANO. È operativo dal 1° gennaio il nuovo assetto organizzativo di Palazzo di città. La riorganizzazione della macchina amministrativa era tra gli obiettivi delle linee di mandato dell'amministrazione e uno dei cavalli di battaglia del sindaco Filippo Paolini. A fine dicembre con delibera di giunta è stata approvata la nuova macrostruttura comunale.
L’ORGANIZZAZIONEIl primo cittadino lo aveva già anticipato nel corso della conferenza stampa di fine anno, coincisa con il bilancio dei primi 14 mesi di mandato amministrativo: era necessario accorpare alcuni settori che prima viaggiavano «inspiegabilmente e illogicamente» separati. «Abbiamo trovato una macchina ferma e una disorganizzazione totale», spiega Paolini, «un esempio su tutti la gestione del verde: era a metà tra lavori pubblici e ambiente». Ora invece ci sarà un maxi dirigente, l'architetta Luigina Mischiatti, per lavori pubblici, ambiente e urbanistica. «È una sfida», rimarca Paolini, «che la nostra dirigente ha voluto raccogliere e che siamo sicuri saprà portare a compimento con successo». La segretaria comunale, Mariella Colaiezzi, gestirà invece i settori ufficio legale, Urp, digitalizzazione, verifica del programma e Pnrr. Ancora, i servizi alla persona, coordinati da Giovanna Sabbarese, comprenderanno i settori sport, cultura, turismo e politiche sociali. La ragioneria (settore Finanze) resta in capo a Paolo D'Antonio, mentre i settori affari generali e commercio sono affidati alla dirigente Gabriella Calabrese con una funzione che è stata scorporata dall'urbanistica e che riguarda la toponomastica. «Va affrontata una questione mai risolta e ingarbugliata», precisa il sindaco, «che è quella della toponomastica. Ci sono centinaia di numeri civici sbagliati e che ai fini della tassazione e della burocrazia edilizia in generale causano parecchi problemi ai cittadini».
GLI OBIETTIVII dirigenti passano quindi da 5 a 4. L'ingegnere Andrea De Simone, arrivato a Lanciano nel 2018, è in aspettativa non retribuita perché lavora alla Provincia dell'Aquila, città di cui è originario e ha famiglia. «È venuto a trovarmi in questi giorni», racconta Paolini, «si trova bene, svolge un ruolo importante. Il risparmio economico nell'avere un dirigente in meno non è il motivo principale della nostra scelta. Lo è invece quello di una migliore organizzazione in modo da rendere i settori dialoganti tra loro e operativi a 360 gradi. Ogni dirigente», prosegue il primo cittadino, «dispone di una cosiddetta funzione organizzativa, ovvero un vicedirigente. Con una buona organizzazione si può fare tutto e meglio di prima».
I DIPENDENTI«Nel 2001, l'anno del mio primo mandato a sindaco», considera Paolini, «avevamo oltre 300 dipendenti in Comune. Oggi nel sono 176, compreso il personale di polizia locale che integreremo di 4 unità nel 2023 come abbiamo fatto nel 2021 e 2022. Nonostante siamo rimasti a poco più della metà dei dipendenti abbiamo ottime professionalità in grado di raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati».
LA GIUNTANessun rimpasto o cambiamento tra gli assessori. «Sono molto soddisfatto del lavoro svolto finora», conclude il sindaco, «i miei assessori lavorano così tanto che spesso bisogna quasi frenarli: andiamo avanti con questa ottima squadra».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

