Comune, si dimette l’assessore Caporale

L’esponente della giunta Pupillo: «Per ricoprire questo ruolo servono tempo e dedizione: vado via per motivi personali»
LANCIANO. Una giovane donna sola, seduta al centro di una stanza, a rispondere di una scelta personale. È l’immagine consegnata ieri dall’assessore Francesca Caporale che ha annunciato le sue dimissioni prima con una lettera aperta e poi con un incontro con la stampa. Una scelta personale, la sua, maturata da tempo e più volte accarezzata in quattro anni di mandato, ma che è arrivata ieri all’improvviso, e in piena emergenza economica da Covid, a sconquassare una giunta incredula. Assenti i rappresentanti della sua coalizione, da Sel a Articolo 1 e il sindaco Mario Pupillo, mentre erano presenti in conferenza stampa gli assessori Dora Bendotti, Carlo Orecchioni, Giacinto Verna e Davide Caporale assieme al presidente del consiglio comunale Leo Marongiu.
LE RAGIONI. Trentatré anni, prima dei non eletti della coalizione Insieme a sinistra, ingegnere. La Caporale ha ricevuto le deleghe pesanti di Commercio, Mobilità e traffico, Lavoro, Agricoltura e Digitalizzazione a 29 anni e alla sua prima esperienza politica e amministrativa. «Essere assessore comporta tempo e dedizione», ha spiegato, «In termini di qualità e quantità, verso la propria città. Oggi, per motivi personali, non posso più, purtroppo, assicurare tutto questo. Per questo motivo credo sia necessario, da parte mia, soprattutto visto il particolare momento, un passo indietro, consapevole di lasciare la città nelle mani di donne e uomini che sapranno guidare nel modo migliore la ripartenza. È stata una decisione sofferta, ma maturata nel rispetto di coloro che devono essere rappresentati con profondo impegno e continuità, e non nei ritagli di tempo».
ESPERIENZA IN COMUNE. Fresca di studi in ingegneria, caparbia, volitiva e con «la passione per la politica fin dai 14 anni quando sono stata eletta rappresentante d'istituto», Caporale ha applicato da subito negli uffici comunali l’approccio che conosceva e che sapeva maneggiare meglio: lo studio analitico. Un metodo che le ha portato da un lato una ferrea conoscenza delle materie che si è trovata ad amministrare ma dall’altro, una certa freddezza, poi ammorbidita negli anni, ad approcciarsi ai problemi e al confronto. «Sono cambiata», ha ammesso, «sono migliorata in certi aspetti e cambiata in altri. Ho capito che la cosa più importante in politica ascoltare e confrontarsi con chi è direttamente interessato non necessariamente solo con chi urla».
I TEMI CALDI. Ztl e il caos telecamere ai varchi, le multe contestate, la “rivolta” dei commercianti del Borgo, la pista ciclabile di via Del Mare: sono solo alcuni dei temi che più hanno scaldato la città negli ultimi 4 anni e che hanno portato ad accese polemiche nei confronti di Caporale, criticata fin quasi allo scontro fisico nel corso dei vari incontri con la cittadinanza. Situazioni che da assessore Caporale ha gestito a testa alta, spesso sola politicamente e con un budget tra i più risicati della giunta.
I SUCCESSI. Il mercato coperto “rinato”, la mobilità lenta dei bambini che vanno a scuola con il Piedibus, i Giovedì del gusto con i tavolini all'aperto a colorare i più bei scorci del centro sono le immagini che Caporale si porterà dentro. «Sulla ztl», ha concluso, «si potrebbe fare molto di più, ma le esigenze sono tantissime e trovare un accordo è difficile».

