«Con l’Imu delle aziende creiamo servizi»

Atessa. La giunta comunale: le somme incassate le investiamo sul territorio, dalla Regione zero euro
ATESSA. La zona industriale della Val di Sangro nasce su un terreno agricolo molto fertile ed è particolare perché lì si intersecano e convivono fabbriche e consistenti e nuclei abitativi di vecchia data. I residenti, che fanno parte del Comune di Atessa, hanno ceduto parti notevoli del terreno e quote d’aria, che oggi registrano episodi di inquinamento. In quella zona si produce la ricchezza non di Atessa, ma di tutto l'Abruzzo.
«Chi risarcisce dei disagi quei cittadini che rappresentano un quarto della popolazione residente?» si chiede in una nota l’amministrazione comunale aggiungendo: «La quota Imu (che va in gran parte allo Stato) serve al Comune per i servizi generali. Abbiamo realizzato, l'anno scorso, in un'area acquisita dal Comune a Saletti, tra la Sevel e la Honda, un giardino pubblico con alberi, giochi per i bambini e una casa dell'acqua. Quell'opera costa 150.000 euro. All'area industriale la Regione non ha destinato nemmeno un euro dei 12 milioni distribuiti, a fine anno, per attività non del tutto di primaria importanza».
Alla manutenzione delle strade, dell'illuminazione e degli altri servizi dell'area industriale vera e propria, è addetta l’Arap. Ma, l’Azienda regionale per le attività produttive è in uno stato di solidità come ha dichiarato - sottolinea la nota dell’amministrazione comunale - il capogruppo di FI, Mauro Febbo, in occasione dell’approvazione del bilancio 2018? «Al netto delle dichiarazioni sulle capacità e sulla performance dell’attuale consiglio di amministrazione di Arap», puntualizza l’amministrazione comunale, «la realtà sembra alquanto diversa, consultando il “Giudizio di parificazione” del rendiconto generale della Regione per l’esercizio 2021 presentato dalla Corte dei Conti a fine settembre 2022. Relativamente all’Arap, infatti, il giudice amministrativo evidenzia, innanzitutto “la poca trasparenza per una mole di incarichi, conferiti esclusivamente in affidamento diretto”. Ma dalla lettura del citato documento della Corte dei Conti, si evince che è la stessa Regione ad essere preoccupata della situazione finanziaria dell’Arap. Nel volume, infatti, essa sottolinea che “l’importante posizione debitoria evidenziata dalla Corte, peraltro in costante crescita, ha allertato la Regione che ha avviato un confronto con i vertici di Arap, al fine di individuare percorsi di risanamento”».
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