Con la testa sotto il trattore Morto l’agricoltore ferito

Torrevecchia, dopo undici giorni di agonia si è spento l’uomo ricoverato all’Aquila La salma sottoposta ad accertamenti medico-legali. L’incidente per un malore?
TORREVECCHIA TEATINA. Rocco Petrongolo è morto. Non ce l’ha fatta a uscire dal coma in cui era caduto dall’incidente con il suo trattore, il 21 luglio scorso in località San Pasquale della frazioni di Torre Montanara.
Il cuore dell’agricoltore pensionato, 75 anni, ha smesso di battere nelle prime ore di ieri nella sala della Rianimazione al San Salvatore dell’Aquila, dove era tenuto in vita dai macchinari fin dalle prime ore del ricovero, cui era giunto in condizioni che avevano indotto i medici a riservarsi la prognosi. La salma rimane però in obitorio, a disposizione del medico legale che oggi stesso o al massimo lunedì dovrebbe svolgere accertamenti connessi all’incidente della mattina di dodici giorni fa, quando il trattore di Petrongolo si ribaltò mentre percorreva la discesa che conduce al parco giochi della frazione, per poi proseguire fino al punto di erogazione dell’acqua irrigua fornita agli agricoltori dal Consorzio di bonifica.
Il pensionato si ritrovò, nella giravolta del mezzo che trainava la cisterna, intrappolato tra l’abitacolo e l’asfalto. All’arrivo dell’autoambulanza e dell’elicottero del 118 gli furono riscontrati gravi traumi da schiacciamento al torace e un forte trauma cranico. L’esame autoptico disposto dalla procura aquilana verte sull’ipotesi di un malore che avrebbe causato la perdita di controllo del trattore.
Una situazione accentuata dall’effetto-pendolo del carrello al traino che potrebbe aver innescato il ribaltamento, mentre il roll-bar, anche se forse inserito in posizione anticappottata, non ha offerto alcuna protezione.
Ai familiari, la moglie Assunta, le figlie Nadia e Patrizia e il genero Angelo, rimane in queste ore l'attesa per la restituzione della salma del congiunto. Se gli esami dovessero concludersi entro mezzogiorno, i funerali potrebbero ternersi già domani nella chiesetta di San Pasquale, a meno di cento metri dal luogo dell’incidente. Francesco Blasi
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