Concessioni lungo la Via Verde, associazioni contro la Provincia

9 Luglio 2022

Cna e Fiab bocciano le nuove regole per l’occupazione del suolo pubblico sulla Costa dei trabocchi Odoardi: «Prevalgono gli interessi commerciali». Di Dionisio: così rischiamo un’invasione di bancarelle

LANCIANO. «Un regolamento sulla Via Verde deve contenere precisi indirizzi merceologici, vincoli chiari legati alla destinazione, altrimenti si rischia un “effetto sagra”». La Cna Turismo Abruzzo boccia il provvedimento della Provincia di Chieti per la concessione dei permessi di occupazione del suolo pubblico nelle aree prospicienti il corridoio ciclo-pedonale che corre lungo la Costa dei trabocchi. Al coro dei contrari si è aggiunta, nei giorni scorsi, anche la Fiab Abruzzo Molise, che chiede di annullare la delibera del 24 maggio scorso. «La decisione della giunta provinciale chietina è basata solo su motivazioni commerciali», sostiene Giancarlo Odoardi, coordinatore regionale Fiab, «e parla di non meglio precisate attrezzature e manufatti, il cui scopo sarebbe quello di dare indefiniti servizi e assistenza ai fruitori della Via Verde. Ma il servizio migliore che si possa dare ai tanti ciclisti che scelgono la costa teatina è il suo paesaggio e l'ambiente naturale che lo contraddistingue». «Si sarebbe dovuto avviare un confronto con i soggetti associativi che fanno del turismo abbinato alla difesa dell’ambiente e dell’accessibilità dei percorsi il loro punto di forza», è critico anche Claudio Di Dionisio, presidente di Cna Turismo Abruzzo, «invece salta fuori un meccanismo la cui unica ratio sembra l’esigenza di far cassa, confermando l’idea che la Via Verde sia poco più che un lungomare. Nemmeno una parola sull'accessibilità da preservare per i diversamente abili, magari dedicando loro accessi specifici; nemmeno una parola sul decoro, sui materiali, sul come e perché certe strutture temporanee dovrebbero aprire, preservando la storia e le tradizioni, sui materiali e i colori da usare; ma anche quale sia il “valore aggiunto” determinato dalla loro presenza. Al posto di tutto ciò, invece, solo una nota sulla distanza minima di due metri dal percorso». «Forse si pensa che dare la possibilità a chiunque di aprire bancarelle lungo il percorso sia un’opportunità di sviluppo», conclude Cna Turismo, «ma senza una visione programmatica si mette una pietra tombale all'idea stessa di destinazione turistica sostenibile».
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