Concessioni, salva l’estate di 3 stabilimenti

13 Giugno 2021

Il Consiglio di Stato sospende i provvedimenti del Tar sulle aree demaniali. La decisione a ottobre

VASTO . Stagione balneare salva per i titolari di tre concessioni demaniali nel tratto nord del litorale. La quinta sezione del Consiglio di Stato, pronunciandosi in via cautelare sull’appello proposto contro la sentenza del Tar di Pescara, ne ha sospeso l’esecutività. La querelle finita davanti ai giudici amministrativi verte sulla proroga delle concessioni fino al 2033 disposta dagli uffici comunali nei mesi scorsi. Per difendere i loro interessi circa trenta operatori turistici, fra balneatori e albergatori, si sono costituiti insieme al Comune e alla Regione. Nel corso del giudizio la società ricorrente – la Pasi srl di Campobasso - ha manifestato carenza di interesse per le loro concessioni demaniali e concentrato la propria azione su tre aree omogenee (Lido La Bussola, Lido del Sole e Lido Aurora), collocate a nord della riviera, di analoghe dimensioni e confinanti le une con le altre, senza soluzione di continuità.
La società molisana che ha avviato il contenzioso aveva chiesto l’annullamento di tutti gli atti amministrativi finalizzati all’estensione dei titoli concessori, a partire dalla delibera di indirizzo della Regione. Il Tar aveva accolto il ricorso sul presupposto che «le concessioni demaniali devono essere assegnate con procedura di gara per consentire il principio di concorrenza», annullando parzialmente e limitatamente alle tre concessioni per le quali la ricorrente aveva manifestato interesse, gli atti del Comune di Vasto. La decisione di merito sarà assunta dopo il pronunciamento dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato, che arriverà il prossimo 13 ottobre. Nel frattempo la stagione balneare è salva.
«Nell’incertezza e nella complessità del quadro normativo, non è affatto semplice ipotizzare come e quando si concluderà questa vicenda che si trascina ormai da troppo tempo», commentano gli avvocati Salvatore De Simone, Giuseppe Gileno e Paolo Nicola Muratore, che assistono i balneatori. «Occorre partire, comunque, da un obiettivo fermo e irremovibile: evitare a tutti i costi la morte delle nostre imprese balneari e, con esse, di un sistema mare che tutto il mondo ci invidia. Un sistema che con le sue decine di migliaia di imprese (in gran parte a conduzione familiare) e con le centinaia di addetti e di imprese collegate, ha saputo rappresentare, anche in un periodo di gravissima crisi sanitaria, economica e sociale, un volano importante e nevralgico dell’economia nazionale e di quella turistica, anche in termini di lavoro e di occupazione».
Secondo i legali si tratta, in ogni caso, di una questione molto controversa: dall’inizio del 2021 si è assistito ad uno straordinario proliferare di pronunce giurisprudenziali con l’alternanza di sentenze pro o contro la proroga fino al 2033.
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