«Concorrenza sleale, aziende ko»

Allarme di Confartigianato: due imprese su tre nel Chietino rischiano di chiudere
CHIETI. Due imprese artigiane su tre subiscono una concorrenza sleale in provincia di Chieti. Dove le aziende a rischio, tutte di piccole dimensioni ed operanti per lo più nei settori delle costruzioni, dei servizi alla persona, nelle installazioni e nell’edilizia, sono 5 mila 968 su un totale di 9 mila 138 imprese artigiane censite.
Sono le risultanze, preoccupanti, di un’indagine effettuata a Chieti e provincia, su dati Istat e di Unioncamere, dall’Ufficio studi di Confartigianato. «Questi dati» afferma Francesco Angelozzi, presidente provinciale di Confartigianato Imprese Chieti «sono più che allarmanti. La nostra associazione continuerà a sostenere le imprese artigiane locali». Minacciate, indagine di Confartigianato alla mano, da una concorrenza sleale in espansione da tre anni.
Basti pensare che l’economia regolare in Italia ha perso il 2,4% in termini di valore aggiunto mentre l’economia sommersa ha guadagnato il 2,4%. Non vanno meglio le cose in Abruzzo con 20 mila 987 imprese artigiane, su un totale di 32 mila 299 imprese, esposte alla concorrenza sleale. Di queste aziende, 8 mila 351 risultano ad alta esposizione concorrenziale ed operano soprattutto nei comparti dell’edilizia, delle installazioni e dei servizi alla persona. Settori in cui il lavoro nero abbonda secondo Confartigianato che lancia l’allarme rosso per la provincia di Chieti, maglia nera per l’economia illegale in Abruzzo. «Da sempre la nostra associazione di categoria è molto sensibile al tema dell’economia illegale ed è vicina a tutte le imprese artigiane che lavorano ed assolvono regolarmente ai propri obblighi fiscali. Già in passato, proprio per tutelare i nostri associati, abbiamo raccolto in forma anonim» riprende Angelozzi «denunce riguardo la concorrenza illegale operata da aziende ed imprese del sommerso e ci siamo occupati di segnalarle alle autorità competenti. Confartigianato continuerà a tutelare i suoi associati e rimane a disposizione di quanti pagano regolarmente le tasse e, con tanti sforzi, mandano avanti le proprie attività». (j.o.)
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