Condannato il truffatore della tabaccheria
Si fa ricaricare la postepay senza pagare e poi non si fa più vedere, ora scatta la pena di un anno
CHIETI. Era il 3 dicembre del 2014 quando un giovane si presenta nel bar-tabaccheria Lavazza Point di via Mazzini a Sambuceto. Il giovane, Cristian Rossoni, 35 anni di San Giovanni Teatino, condannato per truffa, non ha certo l’aria di un truffatore e chiede alla donna al bancone una ricarica di 300 euro della sua carta postepay. Per farlo dà il suo nome, il numero di carta e la tessera sanitaria. La donna gli dice che accettava solo contanti, non avendo il pos. Il giovane fa un cenno di assenso col capo, sicché la donna accredita la somma richiesta sulla carta. Salvo poi scoprire che il giovane non ha i 302 euro richiesti in contanti, perché, dice, ha con sé solo la carta di credito. Al che la donna lo accompagna dal distributore di fronte, chiedendo al titolare la cortesia di accreditare i 302 euro sul suo conto dalla carta di credito attraverso il pos del negozio. Ma, nonostante i ripetuti tentativi, l’operazione non riesce. A questo punto il giovane si offre di andare nel più vicino bancomat per ritirare i soldi. Ma non fa più ritorno. Anzi, si ripresenta qualche giorno dopo con una buona dose di faccia tosta chiedendo di riavere indietro la tessera sanitaria che aveva consegnato alla signora. La donna, però, gli dice che ha messo tutto in mano all’avvocato, tessera sanitaria compresa. Rossoni va anche nello studio legale per farsi ridare il tesserino sanitario. L’avvocato Omar Sanelli, che assiste la parte offesa, glielo ridà, ma lo incastra a livello giudiziario. Lunedì scorso, infatti, il giudice Andrea Di Berardino condanna l’uomo per truffa alla pena di un anno, più 500 euro di multa. Lo condanna inoltre a risarcire la parte civile con altri mille euro e infine a pagare le spese legali che ammontano a 2mila euro. Secondo il giudice, infatti, «ha simulato la disponibilità di contanti e raggirato la donna».

