Confcommercio: stop tasse

18 Aprile 2020

La richiesta dei negozianti ai sindaci: siamo in ginocchio, calo record degli incassi

CHIETI. Confcommercio Chieti chiede ai sindaci l’annullamento delle tasse di tutto il 2020 a causa dell’emergenza coronavirus. L’appello arriva dalla presidente Marisa Tiberio: stop immediato delle imposte a carico delle attività produttive in palese difficoltà per le conseguenze della pandemia. Il documento è a firma anche dei consiglieri provinciali dell’associazione di categoria e dei rappresentanti territoriali delle sigle Federmoda, che racchiude al suo interno i titolari di attività commerciali specializzate nel settore dell’abbigliamento, delle calzature, delle pelletterie e del tessile per la casa, Federalberghi, Fipe (ristoranti e bar) e degli ambulanti Fiva. La situazione – spiegano – è grave considerando che i segni meno, ormai, hanno raggiunto percentuali catastrofiche per il commercio, a sola esclusione dei prodotti alimentari e di quelli di largo consumo confezionati che, nel mese di marzo, hanno toccato incassi record.
«Caro sindaco», si legge nella lettera recapitata ai primi cittadini di Chieti e provincia, «nel mese di marzo abbiamo registrato un tonfo dei consumi del 31,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Per molti comparti c’è stato quasi un fermo totale con il turismo che ha toccato quota -95% degli ospiti nelle strutture ricettive della zona, mentre le immatricolazioni di auto a privati si sono attestate a un eloquente -82%. Si sono addirittura azzerati gli introiti per l’abbigliamento e le calzature, anche in forma ambulante. Il settore della ristorazione, invece, ha fatto registrare “solo” un calo di scontrini e fatture pari al -68% grazie alle consegna a domicilio».
Una sorta di bilancio di guerra che, sottolinea Confcommercio, non ha precedenti. Ecco perché Tiberio chiede ai Comuni l’apertura immediata di un tavolo di confronto per evitare che il comparto produttivo locale muoia per sempre: «Bisogna con urgenza dare un nuovo calendario a tutto ciò che riguarda le tasse gravanti sulle attività produttive. In tal senso chiediamo alle amministrazioni comunali di annullare tasse, tributi e utenze, comprese la Tosap, l’Imu, l’imposta di pubblicità, la Tari e la tassa di soggiorno. È chiaro che siamo chiamati ad affrontare una fase di contrazione straordinaria che non può lasciare nessuno indifferente. Per riaprire le attività è necessaria una strategia complessiva da condividere». (g.let.)