Confermato l’aumento canoni Febbo: mazzata sui coltivatori

10 Agosto 2016

VASTO. Ferragosto con il magone per gli agricoltori. La Regione ci ripensa e decide di confermare l’aumento del 57% dei canoni idrici a carico dei consorziati dell’Ente di bonifica Sud. Il...

VASTO. Ferragosto con il magone per gli agricoltori. La Regione ci ripensa e decide di confermare l’aumento del 57% dei canoni idrici a carico dei consorziati dell’Ente di bonifica Sud. Il consigliere regionale Mauro Febbo (FI) interviene e stigmatizza il comportamento del presidente della Regione Luciano D’Alfonso e della maggioranza. «Praticamente», scrive Febbo in una nota di protesta, «la Regione si è rimangiata il mio emendamento inserito nel pdl n. 283/2016 che prevedeva la destinazione di 500mila euro di contributo al Consorzio di bonifica Sud e contestualmente l’azzeramento dell’aumento del 57% dei canoni idrici già a partire dall’anno in corso. Con questa nuova modifica rimane invece in piedi solo il contributo dei 500 mila euro senza intaccare per nulla lo sconsiderato aumento che pesa sugli agricoltori».

Febbo definisce la decisione «una vera e propria mannaia che si aggiunge alle tante difficoltà del mondo agricolo». Subito dopo Febbo aggiunge: «Vista la situazione critica e debitoria in cui versa il Consorzio di bonifica Sud, ho condiviso in modo favorevole la decisione di contribuire alle casse dell’ente vastese con un aiuto di 500mila euro ma adesso mi aspetto di capire le intenzioni dell’attuale commissario. Solo qualche mese fa lo stesso aveva deliberato e deciso di assumere figure professionali da inserire nell’organico della struttura dell’ente che potevano e dovevano essere evitate vista la critica situazione economica. Un Consorzio di bonifica che ha avuto, tra l’altro, consulenti chiamati per intercettare precisi finanziamenti come qualche personaggio balzato in questi giorni alle cronache nazionali per i suoi trascorsi lavorativi e affaristici poco chiari e trasparenti. Pertanto», conclude il consigliere regionale, «credo che sia arrivato il momento di fare chiarezza sulle prospettive dell’ente». (p.c.)

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