Consigli comunali saltati, diffida in Procura

24 Gennaio 2020

Vasto, l’opposizione denuncia: «Nessuno convoca le sedute, ignorate le nostre richieste ufficiali»

VASTO. Una diffida al presidente dell’assise civica, Mauro Del Piano, a convocare il consiglio comunale per discutere di una serie di problematiche legate alla sicurezza e alla viabilità e, in caso di inadempienza, una richiesta di intervento al prefetto, Giacomo Barbato. Sono sul piede di guerra le minoranze che dal 27 dicembre sono in attesa della convocazione dell’assemblea cittadina. La stasi amministrativa si ripercuote sull’attività dell’ente ed in particolare sul funzionamento del consiglio comunale, la cui presidenza è da alcune settimane al centro del dibattito nella compagine di centrosinistra. Quella che si va profilando, insieme ad una ridistribuzione delle deleghe assessorili (al momento congelata), è un avvicendamento alla presidenza del consiglio: al posto di Del Piano, pronto a dimettersi, subentrerebbe Elio Baccalà, esponente di Patto con Vasto.
Nel frattempo l’opposizione scalpita: «Il 21 gennaio, di fronte ad una maggioranza che litiga quotidianamente e pensa solo a come ripartire le cariche e le poltrone, abbiamo inviato una diffida al prefetto per poter permettere al consiglio comunale di riunirsi per portare avanti le iniziative proposte nell’interesse della città e dei cittadini», dicono Alessandro D’Elisa, Vincenzo Suriani, Francesco Prospero, Guido Giangiacomo ed Edmondo Laudazi, «dal 27 dicembre 2019 abbiamo chiesto la convocazione del consiglio , come previsto dal Testo unico sugli enti locali, per affrontare subito problematiche serie, come l’abbandono della pista ciclabile di Vallone Lebba, le manutenzioni, la viabilità e il regolamento edilizio, che sistematicamente vengono sminuite dall’amministrazione Menna, quella del finto rinnovamento generazionale». I consiglieri hanno scritto al prefetto, alla Procura e al difensore civico regionale ravvisando la violazione del regolamento sul funzionamento del consiglio comunale. «Sono trascorsi 25 giorni dalla trasmissione, a mezzo pec, della richiesta, protocollata nuovamente il 3 gennaio, ma il presidente del consiglio comunale non ha ancora provveduto a convocare nemmeno la riunione dei capigruppo», sostengono gli esponenti del centrodestra, «tale condotta rappresenta una violazione palese delle norme, nonché una omissione degli atti di stretta competenza del presidente del consiglio». D’Elisa, Suriani, Prospero, Giangiacomo e Laudazi chiedono anche che la diffida venga trasmessa all’Anac dal segretario generale Anna Lucia Mascioletti. (a.b.)